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Woltemade Cambiaso KellyGetty Images

Woltemade, Cambiaso, Gatti, Kelly: Celta Vigo-Juventus rappresenta un'occasione per tanti

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Qualcuno gioca pochissimo. Altri, invece, in campo ci vanno un po' di più, ma senza riuscire a dimostrare in maniera completa o continuativa le qualità di cui sono in possesso.

Per questo Celta Vigo-Juventus non sarà "solo" una partita del giovedì di coppa. Una notte che i bianconeri di Luciano Spalletti nemmeno avrebbero voluto trascorrere, peraltro: l'obiettivo era andare in Champions League, mica in Europa League.

Però il destino, nonché i cattivi risultati, hanno deciso così. E dunque, che Vigo sia. Con la missione di fare due su due dopo il brillante esordio contro il NEC, ma non solo: l'Europa League rappresenterà una bella occasione per diversi elementi che fin qui hanno vissuto un inizio di stagione tutt'altro che entusiasmante.


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  • WOLTEMADE CERCA IL RISCATTO

    Non si può non partire da Nick Woltemade. Nemmeno il ritorno dalla sosta ha fatto bene all'ex attaccante del Newcastle, già molto criticato in Germania per il celebre errore sotto porta contro la Serbia in Nations League.

    A Cagliari, domenica sera, Spalletti ha inserito Woltemade a mezz'ora dalla fine per Nico Gonzalez. E alla fine la mossa è stata pure funzionale: Kolo Muani ha goduto di maggiore libertà, si è "staccato" dal ruolo di prima punta, ha goduto della fisicità e degli spazi creati dal tedesco e alla fine ha pure trovato l'1-1.

    Il problema è che, dal punto di vista della prestazione individuale, per Woltemade ancora non ci siamo. Poco incisivo, lento, incapace di dare davvero un senso alla propria partita se non quello già analizzato. Insomma, così non va. Ancora una volta.

    Giovedì, a meno di sorprese, toccherà proprio a Woltemade guidare l'attacco della Juventus. Stavolta da punta unica, a prescindere dal fatto che Spalletti scelga il 4-2-3-1 o il 3-4-2-1. Nick è già andato a segno su rigore col NEC, fin qui l'unica gioia stagionale. E ora spera di ripetersi. Ma dovrà cambiare marcia.

  • CAMBIASO IN UN TUNNEL SENZA FINE

    Che dire poi di Andrea Cambiaso? Anche lui contro il Celta potrebbe (dovrebbe?) partire dal primo minuto. E anche lui avrà una chance non indifferente per provare a ribaltare una situazione complicatissima.

    Cambiaso è in un tunnel che sembra senza fine. L'ombra del jolly prezioso e intoccabile che alla Juve si era guadagnato consensi. E che, è bene non dimenticarlo, con Spalletti aveva fatto bene anche in diverse partite in Nazionale.

    Alla vigilia di Cagliari-Juventus sembrava dovesse toccare a lui, poi il tecnico ha scelto Celik. Un segnale chiarissimo: il turco era reduce da quattro partite su quattro con la propria Nazionale in Nations League, tutte giocate dal primo all'ultimo minuto, eppure non è stato fatto rifiatare scendendo in campo dall'inizio anche alla Unipol Domus.

    Celik non ha fatto granché bene, ma Cambiaso si è comportato addirittura peggio: quanta superficialità nel suo impatto. Ormai l'ex genoano e bolognese è un caso da tempo. Vigo rischia di affossarne ulteriormente la fiducia in caso di nuova prestazione negativa.

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  • KELLY CERCA SPAZIO

    E poi ci sono quelli che giocano poco. Come Lloyd Kelly, titolarissimo nella scorsa stagione e riserva in questa. L'allenatore è lo stesso, ovvero Spalletti; la variabile si chiama Lucumí, il nuovo partner di Bremer in mezzo alla retroguardia bianconera.

    Che Spalletti necessitasse di qualcosina di più e di meglio a livello di uscita dalle retrovie era noto da tempo: il colombiano arrivato dal Bologna lo ha parzialmente accontentato, anche se domenica col Cagliari pure lui ha peccato in questo senso, collezionando qualche errore di troppo proprio nei disimpegni.

    Kelly ha giocato dall'inizio all'esordio col Frosinone, in attesa che Lucumí si prendesse il posto. Il che è puntualmente accaduto una settimana più tardi contro il Parma. Da lì 90 minuti in panchina contro il Milan, un tempo contro il Sassuolo al posto del collega ammonito, un minuto più recupero con l'Atalanta. Pochissimo.

    A Vigo toccherà presumibilmente a lui, che col NEC non c'era ma per un altro motivo: era squalificato per l'espulsione rimediata nella gara di ritorno della scorsa stagione contro il Galatasaray.

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  • IL PARADOSSO DI GATTI

    A guardare quel che è successo in queste prime settimane stagionali, poi, è un po' paradossale la situazione di Federico Gatti. Uno che ha segnato un goal importantissimo, vitale, ma che al contempo non gioca praticamente mai.

    Gatti è entrato nel finale della gara della terza giornata contro il Milan, mossa della disperazione di uno Spalletti desideroso di avere più centimetri nell'area avversaria. E proprio grazie alla sua testa si è concretizzato il miracolo: così la Juventus ha raggiunto il pareggio in pieno recupero.

    Solo che l'ex giocatore del Frosinone, da quel momento, non ha più messo piede in campo in campionato. Così come era accaduto prima del Milan, anche per il bizzarro infortunio post sgambata con la Next Gen che gli aveva impedito di essere a disposizione per il debutto da ex allo Stirpe.

    L'unica presenza "vera", così, è arrivata proprio in Europa League. Contro il NEC, Gatti è stato schierato da Spalletti per tutti i 90 minuti. E a Vigo cercherà quantomeno di piazzare una pulce nell'orecchio del proprio allenatore. Anche se le gerarchie difensive bianconere, oggi, sono piuttosto fisse.

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