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Ruggeri Aston VillaGetty Images

Matteo Ruggeri convocato, ora sogna la prima volta con la Nazionale: come sta andando all'Aston Villa

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Non è una prima volta assoluta, ma contemporaneamente lo è. Matteo Ruggeri può festeggiare la sospirata convocazione da parte dell'Italia: anche lui sarà a disposizione di Roberto Mancini per le prossime partite di Nations League.

In un primo momento il nuovo/vecchio commissario tecnico azzurro non lo aveva inserito nell'elenco dei convocati. Ma i guai fisici di Dimarco, che hanno ufficialmente costretto l'esterno interista a dare forfait, hanno cambiato completamente le carte in tavola. E così, appunto, ecco Ruggeri.

L'ex atalantino oggi gioca in Premier League, nell'Aston Villa. Vi si è trasferito durante le ultime settimane del mercato estivo dall'Atletico Madrid, dopo un solo anno di permanenza in Spagna. E proprio con la maglia dei Villans proverà a tenersi stretta anche quella azzurra.

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  • SOSTITUTO DI DIGNE

    L'Aston Villa lo ha portato a Birmingham per un semplice motivo: serviva un elemento che sostituisse l'ex titolare Lucas Digne, visto che il trentatreenne ex giallorosso è tornato a giocare nel PSG dopo un decennio.

    I Villans hanno così bussato alle porte dell'Atletico, che ha accettato di separarsi da Ruggeri dopo 12 mesi. Gli spagnoli lo avevano prelevato dall'Atalanta per 20 milioni di euro circa nell'estate del 2025 e lo hanno rivenduto per circa 28, generando così una plusvalenza.

    "Sono rimasto davvero affascinato dal progetto del club - ha detto l'ex atalantino al momento del proprio arrivo - so che è un campionato importante con grandi aspettative e, osservando i risultati recenti, non ho avuto dubbi nell'accettare e nel diventare parte di questo club".

  • LE PANCHINE E L'INFORTUNIO DI MAATSEN

    All'Aston Villa, in realtà, Ruggeri è partito molto piano. Tanto da non aver praticamente preso parte alle prime uscite stagionali della squadra di Unai Emery.

    L'ex Borussia Dortmund Ian Maatsen si è preso a tutti gli effetti il posto da titolare sulla fascia sinistra della difesa a quattro. Con Ruggeri, almeno nei piani del manager spagnolo, nei panni del suo sostituto naturale.

    Maatsen ha così giocato dall'inizio tutte le prime sei partite tra Supercoppa Europea, Premier League e Champions League. Riducendo al massimo lo spazio per Ruggeri, che nel frattempo ha collezionato appena un paio di spezzoni nel finale contro Brighton (8 minuti) e Hull (15). Per il resto, l'italiano è rimasto sempre in panchina dal primo all'ultimo minuto.

    La situazione è cambiata in Aston Villa-Nottingham Forest, quando lo stesso Maatsen ha rimediato un infortunio a una caviglia che lo terrà ai box fino a fine dicembre. Ruggeri, in quell'occasione, non è entrato al suo posto: Emery aveva già speso i cinque cambi. Il Villa ha così chiuso in 10 uomini, subendo l'1-2 di Igor Jesus a un paio di minuti dalla fine.

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  • Savinho Ruggeri Tottenham Aston VillaGetty Images

    LA SVOLTA COL TOTTENHAM

    L'ora di Ruggeri è così scoccata a partire dalla sfida successiva: quella che l'Aston Villa ha vinto a metà della scorsa settimana contro il Coventry, per la Carabao Cup. Emery ha schierato l'ex nerazzurro dall'inizio e lo ha lasciato in campo fino alla fine.

    A rubare davvero l'occhio, però, è stata la prestazione offerta da Ruggeri nel fine settimana nella sua prima partita da titolare in Premier League: il 3-2 in casa del Tottenham, colpaccio che ha affondato ancor di più il coltello nelle piaghe della formazione guidata dall'altro italiano Roberto De Zerbi.

    Ruggeri se l'è cavata bene difensivamente contro il pericolo Savinho. E non ha rinunciato a portarsi in avanti. Se è vero che altri compagni sono stati le stelle più lucenti (Manzambi, Jackson, Buendia), anche lui ha dato un buon contributo.

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  • FINALMENTE IN NAZIONALE

    Non è la prima volta che Ruggeri viene convocato in Nazionale: era già accaduto un anno e mezzo fa, in occasione della doppia sfida dei quarti di finale di Nations League contro la Germania. Il ct, ai tempi, era Luciano Spalletti.

    L'attuale allenatore della Juventus, alla fine, aveva deciso di non includere Ruggeri tra i convocati finali delle due partite. E così l'esterno, allora in forza all'Atalanta, si era dovuto accomodare in panchina sia all'andata che al ritorno.

    Nei 18 mesi successivi, però, parecchia acqua è passata sotto i ponti di Ruggeri. Matteo ha cambiato squadra, è andato all'Atletico Madrid, dopo un periodo di ambientamento si è conquistato la fiducia di Simeone. È arrivato in Champions League da protagonista, riuscendo pure a limitare Yamal nel doppio quarto col Barcellona.

    La Nazionale, però, lo ha sempre snobbato. Anche quando in plancia di comando è arrivato Rino Gattuso. Anche nei playoff contro Irlanda del Nord e Bosnia. A ricordarsi di Ruggeri, così, è stato Mancini. A scoppio ritardato e solo perché Dimarco si è dichiarato indisponibile, ma meglio di nulla.

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