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Josep Martinez Real Madrid InterGetty Images

Inter bella a Madrid, ma gli errori di Jones, Bisseck e Martinez la affossano: solo l’autolesionismo può fermarla?

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Tante occasioni, una traversa, svariate parate di Courtois. Come ha detto José Mourinho dopo la partita, Real Madrid-Inter sarebbe potuta terminare "5-0 per noi, o 5-5, 7-6, 6-5…".

Invece no: è finita 2-1 per il Real. Ma è un risultato che, come spiegato dal grande ex, non rispecchia proprio per nulla l’andamento di 90 minuti strani, quasi folli, in cui a prevalere sono state le Merengues, ma se a farlo fosse stata l’Inter nessuno avrebbe avuto da ridire. Anzi.

Perché, dunque, l’Inter se ne torna a Milano senza punti in tasca? Soprattutto a causa degli errori individuali di troppi elementi. E questo sì, può essere considerato un bell'elemento di discussione.


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  • JONES, BISSECK, MARTINEZ: CHE PASTICCI

    Minuto 14, quello del vantaggio del Real Madrid: Jones porta tranquillamente palla sulla trequarti avversaria, ma perde calma e aplomb inglese sul pressing degli spagnoli, tanto da scaricarla in maniera approssimativa verso Bisseck, che a sua volta completa il pasticcio controllandola orrendamente. Risultato: Brahim Diaz recupera e serve Mbappé, che trova l’1-0.

    Ancor più grave quel che accade una decina di minuti circa più tardi: stavolta è Josep Martinez a sbagliare. E si sa che quando accade al portiere, spesso sono disastri. In effetti è proprio quel che accade: l’ex genoano prova un improponibile dribbling su Valverde, che gli ruba palla e la fa rotolare nella porta sguarnita.

    L’Inter, in sostanza, a Madrid ha perso così: con le topiche individuali di tre giocatori. Il rammarico vero, più che per la sconfitta in sé, alla fine sta proprio qui.

  • Barella InterGetty Images

    ANCHE BARELLA COL NAPOLI

    Il problema è che questi episodi sembrano essere ricorrenti. Già qualche giorno fa era accaduto, stavolta in campionato, nell’esaltante 3-2 in rimonta ottenuto dagli uomini di Chivu sul Napoli.

    Ricordate com’è arrivato lo 0-1 dei partenopei a San Siro? Esatto: con un errore individuale. In quell’occasione lo ha commesso Nicolò Barella, che ha controllato malissimo un pallone in una zona pericolosa, facendoselo rubare e mandando in porta Alisson Santos e poi Politano.

    La differenza con Madrid è che l’Inter, appunto, quella partita l’ha vinta. Ma il pasticcio di Barella rimane, troppo evidente come quelli di Jones, Bisseck e Madrid qualche giorno più tardi per poter passare in secondo piano.

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  • CHIVU: "NON SONO ARRABBIATO"

    Inevitabile che Chivu, intervenuto a Sky Sport dopo la partita, si sia sentito rivolgere la prima domanda proprio su questo: sugli errori individuali costati la sconfitta.

    "Io non sono arrabbiato - ha risposto l’allenatore romeno - sono felice per il coraggio e la personalità dimostrata dalla squadra e se si fanno errori questi fanno parte del gioco. Mi interessa la reazione, come ci si crede, come si superano certi momenti complicati. Ci prendiamo la buona prestazione fatta, non aver cercato di speculare ma di aver provato a giocare a viso aperto".



    Parlando della clamorosa papera di Martinez, invece, Chivu si è leggermente inalberato:

    “Ma perché dovete nominarlo? A me interessa come si reagisce e lui ha reagito alla grande da grande portiere. Mi interessa quello, come si ritrova fiducia e si ha orgoglio. Quello mi interessa".

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  • IN CHAMPIONS NON PERDONANO

    L’autolesionismo, dunque, rischia di essere il principale avversario dell’Inter nella corsa al bis Scudetto e - in primis - alla fase a eliminazione di Champions League? Il dubbio è lecito, dopo quel che è accaduto nelle due partite.

    I campioni d’Italia in carica, fino a questo momento, le hanno vinte quasi tutte. Hanno perso solo al Bernabeu, ma in precedenza avevano travolto il Monza grazie a un gran secondo tempo, offerto una prova di forza su un campo complicato come quello del Cagliari e, infine, ribaltato il Napoli. Peraltro dopo una prima frazione già propositiva.

    Il favoritismo interista in campionato non si discute. Anzi, dopo l’ultimo fine settimana si cerca la vera potenziale avversaria, che dopo il pareggio tra Juventus e Milan e il ko del Napoli rischia seriamente di essere la Roma. E dunque certi errori potrebbero anche pesare in maniera minore.

    Diverso è il discorso in Champions League. Lì se sbagli non ti perdonano. Mbappé prima e Valverde poi hanno ribadito a chiare lettere come limitare gli errori sia una priorità per evitare di ripetere quanto accaduto nella scorsa stagione, quando i nerazzurri mancarono l’accesso diretto agli ottavi di finale dovendo disputare gli spareggi.

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