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Roberto De ZerbiGetty Images

De Zerbi pronto all'esordio con il Tottenham: "Dopo Marsiglia avevo bisogno di fermarmi, ma questa era una grande opportunità"

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Per il Tottenham e per Roberto De Zerbi, quella attuale si può definire tutto fuorché una stagione semplice.

Da un lato gli Spurs, fuori da tutte le competizioni e addirittura coinvolti nella lotta per non retrocedere, con appena un punto di vantaggio sul terzultimo posto in Premier League; dall’altro il tecnico italiano, che ha lasciato il Marsiglia dopo appena un anno e mezzo dal suo arrivo in Francia.

Da qui, però, nasce un percorso comune: l’ex Sassuolo e Brighton avrà il compito di indicare la rotta per uscire dalla crisi e risollevare un ambiente che appare in evidente difficoltà.

De Zerbi, a pochi giorni dall’esordio sulla panchina degli Spurs, ha parlato in esclusiva ai microfoni di Sky Sport.

  • "PENSAVO DI TORNARE IN PREMIER LEAGUE IL PROSSIMO ANNO, MA ERA UNA GRANDE OPPORTUNITÀ"

    "Pensavo che sarei tornato in Premier League la prossima stagione, poi è stato molto veloce l’ultimo contatto con il Tottenham. Avevo visto che stavano rientrando tanti giocatori e che la prima partita che avremmo dovuto giocare sarebbe stata il 12 aprile. Quindi avevo un po' di tempo per entrare e per capire, più che per proporre e per fare. Allora l’ho presa come una grande opportunità".

  • "A MARSIGLIA UN ANNO E MEZZO BELLO MA MOLTO FATICOSO"

    "Onestamente volevo stare fermo un po' per rinfrescarmi la mente, perché a Marsiglia è stato un anno e mezzo molto bello ma molto faticoso. Invece è andata così e mi sono buttata subito dentro".

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  • "LA CHIAVE NON È CALCISTICA MA MENTALE"

    "Sensazioni sul nuovo incarico? Di sicuro è emozionante: stiamo parlando di un grande club che ha grandi giocatori. Ha vinto poche partite nel 2025 e ancora nessuna nel 2026. Non credo che la chiave sia calcistica ma più mentale".

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  • "TUDOR E FRANK SONO MOLTO BRAVI, SPERO DI PORTARE QUALCOSA DI MIO"

    "Di sicuro non sono un mago. Gli altri allenatori che sono passati di qua, Tudor e Frank, li considero molto bravi entrambi. Io non ho la bacchetta magica che cambio le cose. Spero di portare qualcosa di mio a livello caratteriale, motivazionale. Poi qualcosa in campo, ma poche cose perché non è il momento di fare troppo".

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