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Antonio Conte Napoli GFXGetty/GOAL

Conte saluta Napoli contro l'Udinese? Scudetto e Supercoppa Italiana in bacheca, ma l'eventuale addio divide

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C'eravamo tanto amati. O perlomeno, qualcuno non ama più come prima.


Già, perché nel calcio credito e riconoscenza hanno vita breve. Lo insegnano la maggior parte dei matrimoni pallonari, sempre più fragili e vittima di dinamiche moderne e poco romantiche.


Come quello tra Antonio Conte e il Napoli, giunto - a meno di clamorosi colpi di scena - al capolinea: contro l'Udinese dovrebbe/potrebbe essere l'ultima panchina azzurra del tecnico salentino, stando ai rumors destinato a consegnare al suo erede una squadra con due titoli in più in bacheca. Ma evidentemente, per molti, ciò non basta.

  • CONTE-NAPOLI, ADDIO DIVISIVO

    Città spaccata, tifosi combattuti sul dove schierarsi: meglio che Conte lasci Napoli, oppure che rimanga?


    I motivi che generano lo scenario divisivo sono vari, portando ad accantonare la sostanza delle cose: quale? Scudetto sul petto e Supercoppa Italiana alla voce trofei vinti.


    Forse, però, una parte del popolo partenopeo voleva ancora di più e dà vita alla spaccatura, oggetto da giorni/settimane di dibattiti ed opinioni contrastanti. Pro o contro Antonio?

  • SCUDETTO E SUPERCOPPA IN DUE ANNI

    L'anno scorso, al primo colpo, Conte ha riportato a Napoli un tricolore che sembrava utopia: raccolti gli azzurri dopo il disastroso decimo posto post Spallettiano, rigenerandoli nelle gambe, nel cuore e nella mente, ha lanciato il guanto di sfida all'Inter prendendosi lo Scudetto contro ogni previsione estiva.


    Il 2025/2026 si è rivelato più avaro di gioie, ma comunque portatore di titolo: in Arabia McTominay e soci hanno alzato al cielo la Supercoppa battendo Milan e Bologna, consentendo a Conte di fare bis.

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  • IL PARTITO 'ANTI-CONTE'

    Ma cos'è, allora, che ha fatto nascere il partito 'anti-Conte'? Come mai, se dalle ceneri si è tornati sull'altare, il divorzio viene accolto con soddisfazione da una fetta della tifoseria?


    Il focus riguarda gioco offerto, gestione e stile comunicativo: in prima battuta i soldi spesi da De Laurentiis sul mercato, mai così accondiscendente nella sua era partenopea nei confronti di un allenatore, che hanno generato aspettative. Inoltre, il modus operandi del timoniere leccese davanti a microfoni taccuini e col gruppo spesso non ha riscontrato in toto i favori della piazza.


    C'è a chi l'essere diretti piace, e a chi no. Così, soffermandosi sui blackout stagionali, la crepa per chi non ha gradito si è acuita fino a ritenere l'addio di Conte una sorta di 'liberazione'. Dimenticandosi della risalita e dell'emergenza infortuni che ci si è ritrovati a dover fronteggiare, sulla quale - per i contrari - vi sarebbe però l'ombra di una preparazione atletica 'esagerata'.


    Dulcis in fundo l'offerta calcistica, per larghi tratti considerata poco spettacolare in rapporto alla qualità della rosa, nonché una campagna Champions rivelatasi deludente.

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  • UDINESE E POI ADDIO?

    Alle 18 il Maradona si appresta a rappresentare la passerella d'addio per l'uomo del quarto Scudetto, già salutato a Castel Volturno in settimana tra souvenir, selfie, parole al miele e con la grigliata in famiglia che sa di congedo.


    Nulla di ufficiale, nulla di annunciato: a disegnare la separazione sono voci ed ultimi avvenimenti, attorno ai quali sentenze e bilanci si sprecano.


    C'è chi è 'pro' Conte e chi no, ma Scudetto e Supercoppa non si cancellano.

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