Una spedizione ricca di aspettative. Prima del 1998 il Giappone non si era mai qualificato per la fase finale della Coppa del Mondo di calcio, quella in Nord America, tra Stati Uniti, Messico e Canada sarà l'ottava partecipazione consecutiva per i Samurai Blue, diventati negli anni una certezza del calcio asiatico e mondiale. Non è un caso che il Giappone sia diventata la prima squadra a staccare il pass per la Fifa World Cup 2026 al di fuori delle tre nazionali ospitanti. Decisiva, in quest'ottica, la vittoria contro il Bahrein del marzo 2025, che ha regalato l'aritmetica certezza di vivere ancora le emozioni di un Mondiale. Il Giappone ha vinto il primo girone di qualificazione davanti a Corea del Nord, Siria e Birmania con sei vittorie in sei partite, chiudendo successivamente il secondo girone di qualificazione al primo posto con 23 punti, davanti ad Australia, seconda con 19 e Arabia Saudita, terza con 13. In sedici partite complessive di qualificazione ha vinto 13 volte, con una sola sconfitta, il 5 giugno 2025 contro l'Australia, ko arrivato a qualificazione già raggiunta.
Getty/GOALGuida ai Mondiali 2026: Giappone
Cosa aspettarsi
Getty ImagesLe vittorie contro Brasile e Inghilterra lasciano presagire che il Giappone dovrebbe finalmente vincere la sua prima partita a eliminazione diretta nel 2026.
Il Giappone non avrà il fascino, il talento e l'esperienza delle grandi nazionali, ma sarebbe sbagliato sottovalutarlo. Le vittorie in amichevole contro Brasile e Inghilterra sono un segnale, arriva in Nord America con grandi aspettative, l'obiettivo non è più solo la partecipazione, ma spingersi più lontano possibile. Sorprendere, come ha fatto il Marocco all'ultima edizione dei Mondiali in Qatar, chiusi appena giù dal podio dopo la sconfitta nella finale 3°-4° posto contro la Croazia. Il Giappone ha superato la fase a gironi in quattro delle sette edizioni della Coppa del Mondo a cui ha partecipato, ma è sempre stato eliminato al primo turno della fase a eliminazione diretta. Attualmente il miglior risultato della nazionale giapponese è il raggiungimento degli ottavi di finale. Nell'edizione organizzata in Corea del Sud e Giappone nel 2002, il Paese del Sol Levante è stato sconfitto dalla Turchia, in Sudafrica 2010, è stato battuto dal Paraguay ai calci di rigore, in Russia 2018 è stato il Belgio ad andare avanti, rimontando dallo 0-2. In Qatar 2022 la sconfitta è arrivata contro la Croazia ai calci di rigore. Gli infortuni potrebbero complicare i piani del Giappone: sono in dubbio per problemi fisici due pilastri come Takumi Minamino e Wataru Endo.
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Il commissario tecnico
Getty ImagesHajime Moriyasu, l'allenatore giapponese con la maggiore anzianità di servizio, parteciperà quest'estate al suo secondo Mondiale.
Una delle chiavi del successo del Giappone è senza alcun dubbio il suo commissario tecnico, Hajime Moriyasu. Nominato nel luglio 2018, prima di prendere le redini dei Samurai Blue ha giocato come centrocampista in nazionale e ha allenato il Sanfrecce Hiroshima portandolo alla vittoria della J-League in tre occasioni. Sotto la sua gestione il Giappone si è spinto fino agli ottavi in Qatar 2022, battendo Spagna e Germania, ed è diventato il primo commissario tecnico della nazionale giapponese a cui è stato prolungato il contratto, in scadenza al termine del Mondiale 2026. I suoi punti di forza sono un'ottima gestione dei gruppo squadra, nella quale sono cresciuti giovani importanti, e un calcio propositivo, grazie a una flessibilità tattica funzionale, che esalta il tasso tecnico dei giocatori Nel suo 3-4-3 ci sono 5 giocatori offensivi. A fine Mondiale potrebbe lasciare il ruolo e tornare a guidare un club di J-League, per il Giappone sarebbe una grande perdita.
MVP
Getty ImagesTake Kubo deve ritrovare la sua forma migliore dopo una stagione deludente con il club.
Senza l'infortunato Mitoma, la stella del Giappone non può che essere Takefusa Kubo, chiamato al definitivo salto di qualità dopo anni ad alti livelli ma senza riuscire a diventare un vero top player. L'età, 25 anni, è quella giusta, la stagione con la maglia della Real Sociedad, con la quale ha comunque vinto la Coppa del Re, non è stata delle più luccicanti (solo 2 goal e 3 assist in 24 partite), ma il talento non si discute e il Mondiale può essere il palcoscenico giusto per tornare a splendere. Moriyasu sa di avere tra le mani una gemma, che schiererà dietro la punta, per farlo recuperare dall'infortunio muscolare che gli ha fatto saltare quasi tre mesi non l'ha chiamato per gli impegni di marzo, per evitargli ricadute l'allenatore della Real Sociedad Matarazzo non l'ha schierato nelle ultime di Liga contro Valencia ed Espanyol. Kubo non è più un enfant prodige, ora il Giappone gli chiede di diventare un trascinatore.
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One to watch
Getty ImagesIl Giappone si affiderà anche a Keisuke Goto per segnare goal in Nord America.
Il Giappone non ha nessuna vera stella, ma ha tanti giocatori da tenere d'occhio. La novità della spedizione nordamericana è senza dubbio Keisuke Goto, 21enne attaccante di proprietà dell'Anderlecht ma l'ultimo anno in prestito al Sint-Truiden, club belga con la proprietà giapponese. Prima punta di 191 centimetri, in questa stagione ha segnato 10 goal in 28 partite. Per Moriyasu può diventare una prima scelta, anche perché in rosa il Giappone non ha profili con le sue caratteristiche. L'ex giocatore della Jubilo Iwata è un finalizzatore d'area di rigore e ha una forte personalità: quest'anno non si è fatto scrupoli a esultare dopo un goal in una sfida di campionato con l'Anderlecht, con il quale è sotto contratto fino al 2028.
