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Cesc Fabregas 1:1Getty/GOAL

Perché Cesc Fabregas è l'allenatore ideale per il Manchester United

Mark Doyle
Tradotto da
  • Il direttore del Como, Carlalberto Ludi, ritiene che Cesc Fàbregas sia “un allenatore ancora migliore” di quanto non fosse come calciatore. Un’affermazione audace, considerando che il campione del mondo è stato uno dei migliori centrocampisti della sua generazione. Fàbregas ha portato il Como dalla Serie B alla Champions League in meno di tre anni, e questo spiega il ragionamento di Ludi.

    Il suo lavoro al Sinigaglia fa capire perché si parli di un possibile interesse del Manchester United, che potrebbe prenderlo se decidesse di sostituire l’attuale tecnico Michael Carrick.

    Del resto, i Red Devils avevano già provato a ingaggiarlo come giocatore ai tempi del Barcellona. Perché non dovrebbero essere interessati ad assumerlo come allenatore, ora che dimostra ancora più intelligenza in panchina di quanta ne avesse in campo?

  • "Nuovo progetto"

    Como v Cosenza Calcio - Serie B
    Getty Images Sport

    Como ha offerto a Fabregas quote della società e l'opportunità di diventare allenatore.

    L'ultima stagione di Fabregas al Monaco è stata la più dura della sua carriera. Problemi fisici lo hanno limitato a soli 36 minuti in tutta la Ligue 1 2021-22. Sembrava che il tempo avesse avuto la meglio su un trentacinquenne che a 16 anni esordiva con l'Arsenal.

    Nonostante la frustrazione, Fabregas non si sentiva ancora al capolinea: cercava «un nuovo inizio» per ritrovare slancio e un progetto con un percorso chiaro verso la panchina. Le offerte non mancavano e la più intrigante arrivava dal Como.

    Fabregas aveva già visitato la città un paio di volte per ammirare il suo lago famoso in tutto il mondo, ma non sapeva che avessero una squadra di calcio. In realtà, pochi lo sapevano.

    L’attuale presidente del Como, ex AD di Mola TV, Mirwan Suwarso, ha raccontato di aver scoperto il club per caso a Milano, mentre cercava location per un documentario sul calcio in Italia, e quella “felice coincidenza” ha portato il Gruppo Djarum ad acquistare i Lariani nel 2019.

    Senza il sostegno finanziario del conglomerato indonesiano e l’ottimo lavoro di un altro ex centrocampista del Chelsea, Dennis Wise, il Como non sarebbe dove è oggi. Tuttavia, il suo contributo è stato fondamentale per l’ascesa del club. Al suo arrivo nel 2022, il Como era già in B, ma Fabregas ha inciso dentro e fuori dal campo.

    «Mi sono state praticamente affidate le chiavi della gestione calcistica», ha dichiarato aDAZN Italia dopo aver conquistato la qualificazione alla Champions League con una vittoria per 4-1 in trasferta contro la Cremonese nell’ultima giornata della stagione 2025-26 di Serie A, «e quando abbiamo iniziato non c’era praticamente nulla.

    «Poco fa stavo parlando con due fisioterapisti che erano con noi quattro anni fa, quando sono arrivato a giocare, e mi raccontavano che non avevamo un campo di allenamento, quindi dovevamo fare i massaggi sui tavoli nel retro di un bar! Ora siamo in Champions League!»

    È lui la ragione principale di tutto questo.

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  • "CEO of Football"

    Cesc Fabregas Como
    Getty Images

    L'ex nazionale spagnolo ha contribuito a quasi ogni aspetto della trasformazione del Como

    Nonostante i cospicui investimenti del Gruppo Djarum, il Como non ha puntato su superstar per la Champions League, ma su talenti nascosti. Nico Paz ne è l’esempio perfetto.

    L’argentino faceva parte dell’organico del Real Madrid quando il Como lo ha ingaggiato nel 2024, ma aveva collezionato solo quattro presenze con la prima squadra. Come ha dichiarato lui stesso alla UEFA: «Ero essenzialmente un giocatore della squadra riserve in una serie inferiore. Quindi, venire al Como mi ha permesso di crescere e migliorare molto, sia come calciatore che come persona.

    «Tutto questo grazie a Cesc, che mi ha portato qui e ha creduto in me. Fin dal primo giorno mi ha lasciato giocare come volevo e mi ha dato molta libertà. Mi ha insegnato tantissimo. Il calciatore che sono oggi lo devo a lui».

    Lo stesso Fabregas ha dichiarato che, in fase di ingaggio, il carattere conta quanto la qualità: per questo Lucas Da Cunha, appena convocato nella nazionale francese a 25 anni, è il capitano del Como.

    «Preferisco un giocatore con meno talento apparente ma grande fame di successo, piuttosto che uno già ricco e appagato», ha dichiarato Fabregas al Festival dello Sport. «Da Cunha ha una mentalità incredibile e merita tutti i suoi successi».

    Non si può però negare che Fabregas sia il volto dell’intero progetto, il «CEO of Football» del Como, come lo definisce Suwarso.

    «È fondamentale per l’attuazione del piano che il consiglio gli ha affidato», ha dichiarato l’indonesiano alla Gazzetta dello Sport. «A differenza di altre squadre, non ci affidiamo solo all’allenatore e al direttore sportivo. Abbiamo un comitato calcistico allargato che comprende Cesc e il suo staff, oltre a tutte le altre figure della nostra dirigenza calcistica, più il nostro direttore finanziario e me stesso in rappresentanza della proprietà. Prendiamo le decisioni in comitato seguendo il DNA che abbiamo creato, ma Cesc è stato fondamentale per definirlo».


  • "Vincere, ma creare un'identità"

    Como 1907 v Parma Calcio - Serie A 2026/27
    Getty Images Sport

    Fabregas non solo ha ottenuto risultati, ma lo ha fatto giocando in modo spettacolare

    Suwarso ha liberato Fabregas dalla pressione di vincere, chiedendogli solo di “creare un’identità” da vendere in tutto il mondo. Il Como ha sempre attirato turisti grazie al suo lago, ma oggi i vip vanno al Sinigaglia per vedere la migliore squadra della Serie A.

    «Per esempio, James Righton, il marito di Keira Knightley, ha voluto assistere a una partita dopo aver letto che Cesc Fabregas stava creando una squadra entusiasmante», ha raccontato Suwarso in un’intervista a Calcio e Finanza l’anno scorso. «Da lì, tutto il resto è venuto da sé».

    Nonostante l'apparente facilità, il percorso è stato impegnativo: sottovalutare l'impegno di Fabregas sarebbe ingiusto. Ha dimostrato di essere un allenatore diligente e flessibile.

    Persiste però l’idea che sia ossessionato dal possesso palla, idea che lui stesso alimenta quando afferma di non voler rinunciare ad alcuni principi fondamentali. Dopo il 4-0 contro l’Inter, per esempio, gli è stato chiesto se fosse stato un errore continuare a pressare una squadra chiaramente superiore.

    «Ci ho pensato, ma la mia testa mi ha detto di no, e anche se questo potrebbe farmi sembrare stupido o farmi passare per un perdente, a dire il vero ne sono contento», ha dichiarato aDAZN Italia. «Sento davvero che oggi la mia squadra è cresciuta, cosa che non succede quando vinci e la gente ti definisce un genio. Dopo una pesante sconfitta, impari di più, apprezzi tutto un po’ meglio. “Si può affrontare una partita difendendosi con un 6-3-1 o un 5-4-1, ma preferisco perdere così piuttosto che farlo”.

    Tuttavia non è legato a un unico sistema di gioco. Competitivo e meticoloso, con il suo staff ha creato un database per analizzare e superare «ogni struttura tattica nel calcio».

    «Non voglio essere l’allenatore che ha sempre lo stesso modo di giocare, lo stesso modo di attaccare e difendere», ha insistito. «Sì, ci sono principi e strutture. Ma voglio essere il più dominante possibile, e al giorno d’oggi, per essere dominanti, bisogna avere il maggior numero possibile di soluzioni».

    Questa fluidità tattica non sorprende, visto che da centrocampista ha lavorato con tecnici dai metodi opposti: da Arsène Wenger a José Mourinho, da Pep Guardiola ad Antonio Conte.

    «Da giocatore ho vinto con ogni stile, quindi non mi sentirete mai dire che uno funziona e un altro no», ha scritto su The Coaches’ Voice. «Il giorno del mio arrivo il club mi ha parlato del Lago di Como, dello stile di vita e della richiesta di un calcio offensivo. Non mi hanno detto “Vinci, vinci, vinci”, ma “Vinci e crea un’identità”».

    Ha centrato l’obiettivo e sembra solo una questione di tempo prima che lo ingaggi una big europea. Si dice che il suo contratto preveda una clausola di rescissione per Arsenal, Chelsea e Barcellona.

    In questo momento lo United ha maggiori probabilità di cercare un nuovo allenatore e potrebbe puntare su Fabregas, che a differenza di Michael Carrick sembra già un tecnico migliore di quanto fosse come giocatore.

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