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Who will be Argentina's next No.10 - 1:1Getty/GOAL

La vita dopo Lionel Messi: chi sarà il prossimo numero 10 dell’Argentina?

Trovare un degno successore dell’icona del Barcellona sarà arduo per l’Albiceleste, ma ci sono candidati promettenti.

James Westwood
Tradotto da
  • Martedì sera, al Monumental del River Plate, Lionel Messi giocherà la sua 208ª e ultima partita con l’Argentina. Adidas, suo sponsor, ha creato una maglia commemorativa con nome e numero in oro, simboli del suo valore internazionale negli ultimi 21 anni.

    Non ci sarà occhio asciutto in tribuna. Messi lascia la Nazionale da recordman di presenze e gol (125) e da guida della squadra che ha vinto il terzo Mondiale e due Coppe America di fila.

    Era arrivato a un passo dal congedarsi con una seconda medaglia da campione del mondo anche quest’estate, segnando otto gol nel percorso che ha portato l’Argentina alla sconfitta in finale contro la Spagna. Messi ha tragicamente perso suo padre dopo il torneo e alla fine ha deciso di ritirarsi perché sentiva di non avere «più nulla da dare».

    Per molti è il più grande di sempre e forse non avrà eredi. La maglia numero 10 passerà comunque a un altro, e l’Argentina dovrà reinventarsi senza il suo capitano carismatico.

  • Peso della maglia

    FBL-WC-2026-MATCH104-ESP-ARG-FINAL
    AFP

    Chi indossa la maglia di Messi o Maradona subisce subito grande pressione e altissime aspettative.


    I tifosi argentini hanno già vissuto questa situazione. Dopo l'addio di Diego Maradona nel 1994, l'Albiceleste ha sperimentato tattiche e giocatori, con scarsi risultati: eliminata ai quarti dei Mondiali 1998 e fuori dalla fase a gironi nel 2002.

    L’Albiceleste è stata eliminata ai quarti di finale in tre Copa América consecutive e nel 2004 ha perso la finale ai rigori contro un Brasile B. Pablo Aimar, Ariel Ortega e Juan Román Riquelme hanno indossato la maglia numero 10, ma il peso di quell’eredità si è rivelato troppo grande.

    Maradona era un dio per i tifosi: carismatico, creativo e campione del mondo 1986. Sembrava impossibile trovare un erede, finché Messi esordì nel 2005.

    Riquelme tenne il 10 fino al ritiro nel 2009, dopo l’oro olimpico con Messi, e poi lo cedette al talento del Barcellona. Messi impiegò qualche anno per convincere i tifosi di poter eguagliare Maradona, ma ci riuscì, trasformandosi da regista discreto a leader carismatico.

    Messi ha fatto suo il 10 e, contro ogni pronostico, è diventato popolare quanto – se non più – di Maradona in patria. Ma un fulmine non può colpire tre volte nello stesso punto, vero?

    Sarebbe sorprendente se l’Argentina non vivesse un’altra fase di transizione, e oggi nessun giocatore della rosa di Lionel Scaloni sembra all’altezza della maglia di Messi.

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  • La scelta più sicura

    FBL-WC-2026-MATCH100-ARG-SUI
    AFP

    Julian Alvarez ha già sostituito Messi in passato e vanta una grande esperienza ai massimi livelli

    La scelta più ovvia per Scaloni è dare la maglia numero 10 a Julián Álvarez. L’attaccante dell’Atlético Madrid ha già sostituito Messi in attacco nelle qualificazioni ai Mondiali 2026, con il fuoriclasse in campo solo 10 volte da titolare.

    Ha già siglato sette gol o assist, tra cui quello che ha aperto la goleada per 4-1 contro il Brasile: al quarto minuto ha infilato la porta con un tocco da bomber, poi ha guidato il pressing e allungato la difesa avversaria con le sue incursioni in diagonale.

    Nessuno vanta maggiore esperienza ai massimi livelli. Alvarez è stato decisivo nel Manchester City campione di tutto e, dopo il passaggio all’Atlético, è diventato subito il faro della squadra: 67 gol o assist in 110 partite, a 26 anni è nel pieno della maturità e per questo Barcellona e Arsenal lo hanno inseguito. Per Scaloni è la scelta più sicura.

    Rispetto a Messi, però, Alvarez ha meno visione di gioco e ai Mondiali è stato incolore, salvo la perla nei quarti contro la Svizzera. In 61 presenze ha segnato solo 16 gol: per essere decisivo nei momenti chiave e sostituire degnamente il fuoriclasse, deve ancora migliorare fisicamente e in continuità.

  • Risultato più simile

    Nico Paz Argentina

    L’Argentina può contare su Nico Paz, giovane talento diventato una star in Italia con il Como.

    Nico Paz ha esordito con l’Argentina segnando 3 gol in 13 presenze, ma ai Mondiali ha giocato poco. La ragione principale è la sua somiglianza a Messi.

    Da numero 10 intelligente e tecnicamente brillante, capace di sbloccare le partite in un istante e, per di più, mancino, sembra naturale che Paz erediti il trono di Messi. Il ventiduenne sta già seguendo le sue orme al Como, dove è diventato il più giovane argentino dopo Messi, nel 2008 con il Barcellona, a servire più assist in una singola partita di Champions League.

    Ha servito due assist all’esordio del Como nella prima storica partita in Champions, vinta 4-1 sull’RB Lipsia. Con il 95% di passaggi riusciti, quattro dribbling e dieci duelli vinti, è stato il migliore in campo.

    Il Como, che lo ha prelevato dal Real Madrid nel 2024, si è ormai abituato a queste prestazioni. Paz è stato decisivo nella rapida ascesa del club sotto la guida di Cesc Fàbregas e potrebbe tornare a Madrid la prossima estate, visto che il Real sembra pronto a esercitare il diritto di riacquisto.

    «Nico Paz ha tutto», ha dichiarato Fabregas ad agosto. «Ha un coraggio, una visione di gioco e un’ambizione straordinari». Anche Messi lo ha elogiato, definendolo «molto intelligente» e «capace di capire perfettamente il gioco», sintetizzando così il motivo per cui è la nuova grande speranza dell’Argentina.

    Tuttavia le aspettative vanno moderate: Paz ha un buon fiuto per il gol ma non sarà mai un goleador prolifico come Messi; è più un ingranaggio fondamentale del sistema che il protagonista assoluto. E questo potrebbe essere positivo, perché le sue qualità creative possono aiutare l’Argentina a diventare una squadra più equilibrata in attacco, meno dipendente da un singolo uomo.

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  • Carattere jolly

    Argentina v Mauritania - International Friendly
    Getty Images Sport

    Franco Mastantuono è un attaccante diretto e sicuro di sé che ha già indossato la maglia numero 10 in un’occasione

    L’Argentina può contare su un altro giovane mancino: l’ala diciannovenne Franco Mastantuono. Il talento del River Plate ha vissuto un esordio complicato in Europa: arrivato al Real Madrid la scorsa estate per 45 milioni di euro, ha giocato solo 23 partite in Liga.

    L’instabilità tecnica del club, prima con Xabi Alonso e poi con Álvaro Arbeloa, gli ha chiuso le porte. Ad agosto il Real lo ha ceduto in prestito alla Fiorentina, e il nuovo ambiente lo ha rilanciato.

    I tifosi viola lo hanno subito adottato: l’11 settembre, in trasferta a Venezia, ha firmato una tripletta da urlo nel 4-2 finale. Due tiri potenti da fuori area, poi l’incursione vincente tra difensore centrale e terzino sinistro.

    Come Messi, parte dalla destra, si accentra e collega il gioco; è letale quando vede la porta. Dribbla a basso baricentro e controlla il pallone con facilità negli spazi stretti.

    A Mastantuono è già stato affidato il numero 10, con cui ha battuto il record di Maradona come argentino più giovane a indossarlo in una partita di qualificazione ai Mondiali contro l’Ecuador, e ha la forza di carattere per farlo di nuovo. Gli manca la velocità che Messi possedeva nei suoi anni giovanili, ma compensa con agilità, combinazioni precise e sicurezza di sé.

    In passato molti giocatori, sia in club che in nazionale, hanno ceduto alla pressione di dover eguagliare Messi; Mastantuono, invece, accetta la sfida a testa alta. Per puro talento, è l’opzione più entusiasmante che Scaloni possa considerare.

  • L'outsider

    Argentina v Iceland - International Friendly
    Getty Images Sport

    Thiago Almada potrebbe tornare in Argentina dopo un'esperienza deludente a Madrid.

    Thiago Almada era stato scelto per indossare la maglia numero 10 dell’Argentina contro l’Ecuador al posto di Mastantuono, ma un infortunio lo ha fermato all’ultimo minuto. Lo stesso problema fisico lo ha escluso anche dall’ultima convocazione, pur restando da tempo un favorito di Scaloni.

    Cresciuto nel vivaio del Vélez Sarsfield, ha fatto parte della rosa campione del mondo in Qatar e, in 25 presenze, si è rivelato utile come trequartista, mezzala o esterno. Nonostante i 170 cm, ha grande resistenza, supera le linee difensive e cambia direzione con rapidità.

    Non è però ancora tra i migliori: dopo aver brillato in MLS con l’Atlanta United, non ha convinto in Europa, con un prestito opaco al Lione e un flop all’Atlético in Liga.

    Il suo stile non si è adattato al sistema rigido di Diego Simeone: Almada ha segnato solo tre gol in 27 presenze in Liga e non ha trovato spazio da titolare. L’Atlético lo ha ceduto in perdita al River Plate per 20 milioni di euro, inserendo però una clausola di riacquisto.

    Segno che Simeone apprezzava il suo talento e che ora Almada può ritrovare la miglior forma in patria. Il suo ritorno in patria facilita il monitoraggio di Scaloni e, con due gol nelle prime cinque da titolare col River, Almada resta un outsider credibile per la maglia numero 10, forte della fiducia già conquistata in quattro anni.

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  • La fine di un'era

    FBL-WC-2026-MATCH104-ESP-ARG-FINAL
    AFP

    Altre partenze per l’Argentina si profilano all’orizzonte; con il nuovo ciclo, si attende un’evoluzione.

    Trovare un vero erede di Messi è quasi impossibile. Il fenomeno dell’Inter Miami è un’anomalia, come Neo in “Matrix”, sempre 50 passi avanti agli altri. Perciò parlare di passaggio di testimone con il numero 10 è sbagliato: l’Argentina deve evolversi e serviranno più giocatori per sostituirlo.

    Se Alvarez guida l’attacco con Paz alle spalle e Mastantuono a destra, poco importa chi indossi il 10: i tre si completerebbero a vicenda, sostenuti in mezzo da Enzo Fernández e Alexis Mac Allister, garantendo all’Argentina un attacco ancora pericoloso. Cristian Romero sarà il nuovo capitano, con Lisandro Martínez al suo fianco in difesa.

    Con questi giocatori – e con Lautaro Martínez in lizza per un posto in attacco – le basi per un successo duraturo ci sono, ma l’addio di Messi non sarà l’ultimo. Anche Nicolás Otamendi si è ritirato dal calcio internazionale dopo i Mondiali, ed Emi Martínez, Leandro Paredes e Nicolás Tagliafico probabilmente seguiranno a breve. Rodrigo De Paul e Giovani Lo Celso hanno già superato i 30 anni

    Come se non bastasse, il contratto di Scaloni scade a dicembre: l’allenatore è aperto al rinnovo, ma l’incertezza resta. Una nuova era sta nascendo, piena di ostacoli. Senza Messi, ogni giocatore dovrà motivare il compagno accanto.