Davvero strano il destino di Zlatan Ibrahimovic. Un cannibale capace di vincere per ben 13 volte il campionato (2 volte con l’Ajax, 2 con la Juventus, 3 con l’Inter, 1 con il Milan, 1 con il Barcellona e 4 col PSG), ma che nella propria bacheca non può vantare nemmeno una Champions League. Nè una Europa League.
La Supercoppa Europea e il Mondiale per Club conquistati nel 2009 con il Barcellona sono gli unici due trofei internazionali che lo svedese ha raccolto nell’arco della sua lunghissima carriera. Pochi, davvero troppo pochi, specialmente se rapportati con l’infinita schiera di titoli nazionali conquistati, tra campionati, coppe e supercoppe nazionali.
Con il Manchester United, almeno per quest’anno, Ibra non conquisterà la Premier League. Nonostante il suo ottimo avvio di stagione, impreziosito da ben 17 goal in quello che per molti è il campionato più bello del Mondo, lo United non è mai stato davvero in corsa per il titolo e adesso si ritrova staccato di 19 punti dal Chelsea capolista.
I ‘Red Devils’ guidati da Josè Mourinho potrebbero però non concludere l’annata con ‘zeru tituli’: la finale di Europa League offrirà loro, infatti, un’ottima chance per salvare la stagione. Ma non a Ibra. Il brutto infortunio al ginocchio rimediato proprio nel corso della cavalcata che ha condotto il Manchester alla finalissima del 24 maggio lo costringerà a restare fuori da quella che per lui sarebbe stata una finale davvero speciale.
A fronteggiare il Manchester United ci sarà infatti proprio quell’Ajax che lo lanciò nel gotha del calcio europeo e inoltre, come se non bastasse, la finale sarà disputata alla ‘Friends Arena’ di Stoccolma, a 600 chilometri da Rosengård, il quartiere ‘ghetto’di Malmö nel quale il piccolo Zlatan è diventato Zlatan Ibrahimovic.
GettyUna finale davvero speciale quella che il fato aveva riservato a Zlatan ma che lo stesso fato, talvolta quasi ‘bipolare’, costringerà il fuoriclasse svedese a vivere soltanto da spettatore. Non sarà facile per lui, uno abituato a lottare e a non tirarsi mai indietro. Uno che, da ragazzino, era stato capace di far cambiare idea a tanti allenatori: i genitori degli altri bambini, infatti, non volevano che quel “teppistello ladro di biciclette” facesse parte della squadra. Poi lo vedevano all’opera e cambiavano idea in fretta. Perché Zlatan faceva vincere le partite. E i campionati. E così è stato per anni e continua ad essere tuttora.
Per questa ragione, qualora il Manchester United dovesse trionfare nella finale di Stoccolma, sarà Ibrahimovic ad alzare il trofeo. È questo ciò che vogliono i compagni, che ultimamente hanno già manifestato a più riprese il loro affetto al compagno, è questo ciò che probabilmente vuole anche Josè Mourinho.

Adesso resta solo da capire se il fato vorrà privare Ibra anche di questa gioia o se, invece, permetterà a quel ragazzone ormai cresciuto di alzare la coppa in direzione Rosengård e pensare: “Ce l’ho fatta davvero”.






