Mentre continuano ad uscire alcuni retroscena sulla disfatta della Nazionale Italiana nei giorni a cavallo dello spareggio contro la Svezia, i vertici del calcio nostrano vivono giorni decisivi.
Soltanto ieri sera il presidente del CONI, Giovanni Malagò, ha ribadito ad esempio: "Domani Tavecchio si presenterà dimissionario nel Consiglio Federale della FIGC, può darsi anche che mi sbagli, sarebbe meglio per lui anche da un punto di vista umano".
Eppure non sarà così, ma facciamo ordine. Oggi è un giorno fondamentale per il futuro del calcio italiano, che alle 12 vedrà riunirsi il Consiglio Federale con a capo Carlo Tavecchio. Alcuni pretendono le sue dimissioni (come l'AIC di Tommasi e forse la Lega Pro di Gravina), altri continuano a sostenerlo (come l'AIAC di Ulivieri e l'AIA di Nicchi), ma tutto inizialmente sarà nelle sue mani.
Tavecchio infatti, come riporta la 'Gazzetta dello Sport', ha in mente il seguente piano. Vuole sottoporre al Consiglio il programma di risanamento del calcio italiano che studia da giorni, chiedendo però di votarlo soltanto a dicembre inoltrato, quando anche le Leghe di Serie A e B (che adesso sonno commissariate) avranno un nuovo presidente e quindi potranno votare.
In sostanza: Tavecchio vuole temporeggiare in attesa di trovare nuovi alleati che possano saldare nuovamente la sua posizione. Il prossimo presidente della B, infatti, potrebbe essere Mauro Balata, persona a lui molto vicina. Ed in Serie A, com'è noto, ha tantissimi sostenitori. Basti pensare che Andrea Agnelli lo ha chiamato fino a ieri, appoggiando questo suo "piano".
Il grande ago della bilancia, però, sin da oggi, potrebbe essere la Lega Nazionale Dilettanti di Sibilia, che conta di ben sei consiglieri nel Consiglio. Sei voti incerti che oggi possono interrompere o allungare l’avventura di Carlo Tavecchio in cima alla FIGC.




