Adel Taarabt non dimentica. Nella sfida dei tanti ex, alcuni doppi come Andrea Bertolacci, gli occhi durante Milan-Genoa saranno puntati soprattutto su di lui.
Il marocchino infatti ha giocato con i rossoneri per 6 mesi dal gennaio al giugno del 2014, prima di essere scaricato e tornare al QPR per fine prestito. Una grande delusione che Taarabt non ha ancora dimenticato.
"Quell’esperienza mi ha massacrato mentalmente. In rossonero ho fatto bene, volevo rimanere, eravamo sul punto di firmare. Poi è arrivato Inzaghi che ha fatto altre scelte. Tornare al QPR, dopo aver giocato in Champions, con campioni come Kakà, mi ha fatto male", ammette Taarabt intervistato da 'La Gazzetta dello Sport'.
Al Milan però Taarabt ha conosciuto anche un vero amico, Mario Balotelli: "Tre settimane fa è stato qui a Genova a trovarmi, io sono andato a Monaco a incontrarlo, insieme al mio ex presidente Briatore. Lui è come me: abbiamo bisogno di affetto. Fin da ragazzino ti dicono che sei fortissimo e sarai un campione, ma poi cresci e non è facile. Mario ha un cuore enorme, ritornerà grande".
Lui ci sta provando col Genoa grazie alla cura Juric: "Non so se possiamo dirci amici, ma di sicuro mi ha cambiato la vita. E pure il fisico, visto che ho perso 11 chili. Ingrasso facilmente, ma ad incidere è la vita fuori del calcio.
Io ero single, mi piaceva uscire con gli amici, andare al ristorante. Però quando hai 23 anni puoi farlo, a 28 devi cambiare stile di vita. E l’ho fatto".
Infine Taarabt ammette: "A inizio carriera puntavo solo sul talento. Non credevo nella corsa, nel giocare per la squadra. Volevo vincere a modo mio. Qui ho capito che il calcio è uno sport collettivo, che per essere un giocatore completo devi saper soffrire.
Non è stato semplice, correre senza palla non mi è mai piaciuto ma quando ti abitui, tutto diventa naturale. Ora se un giorno non mi alleno non sono a mio agio: sento la necessità di correre". Cambiare si può, insomma.






