Il ruolo giusto, la fiducia giusta: come Calhanoglu ha conquistato il MIlan

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Da punto di domanda a quasi oggetto misterioso, discontinuo, spesso oggetto di critiche. Poi, d'improvviso, una star. Nel ruolo giusto, con la fiducia giusta. I pezzi del puzzle vanno al proprio posto. E gli incastri perfetti portano Hakan Calhanoglu al top della Serie A. Tra goal, assist, giocate. Il turco è diventato imprescindibile per Stefano Pioli e per il Milan. Uno scenario ribaltato in pochi mesi.

Lo stato di forma dell'ex Bayer Leverkusen e Amburgo coincide con il miglior momento del Milan negli ultimi tre anni. Questione di testa, di entusiasmo, ma anche di posizione in campo. Non più defilato sull'esterno in un 4-3-3 o in un 4-4-2, ma al centro del gioco nel 4-2-3-1, da trequartista.

Sempre nel vivo dell'azione, come è sempre stato negli ultimi anni. Partito da seconda punta, arretrato a rifinitore. Giocando a volte anche da centrale di centrocampo del 4-4-2 a Leverkusen. Toccando tanti palloni. La grande differenza. Quella spiegata anche a Pioli, come aveva rivelato a Goal.

"Gli ho detto che mi piace giocare come numero 10 perché questa è la mia posizione naturale. Mi ha dato tutta la sicurezza di cui ho bisogno in campo".

Meno corse, meno fisico, più tempo di pensare con la palla tra i piedi. Miglior visuale della porta. E la porta, si sa, la vede. Gli otto goal di quest'anno, secondo i dati 'Opta', sono il miglior rendimento di Calhanoglu dalla stagione 2014/15, la prima con il Leverkusen in Bundesliga. Meglio in un massimo campionato aveva fatto solo nel 2013/14 con l'Amburgo (11 reti).

La punizione contro l'Atalanta è stata un buon modo per festeggiare la sua 100ª partita in Serie A. Segnando su punizione, specialità della casa. Da sempre. Da quando in Germania segnava da 40 metri da fermo. Destro o sinistro, indifferentemente. Basta giocare la palla, vedere la porta e i compagni. Soprattutto ultimamente, li vede entrambi: è entrato in otto reti nelle ultime quattro partite, tre goal e cinque assist.

In generale, dalla ripresa del campionato il bilancio complessivo è di cinque reti e sette passaggi vincenti. Totale: è entrato in 12 reti sulle 28 totali prodotte dall'attacco rossonero nelle ultime 10 partite. 28, tante quante quelle segnate nelle 26 giornate prima dello stop. Poi è cambiato il Milan, poi è cambiato Calhanoglu.

Ora il turco scende in campo con una fiducia totalmente diversa. Quella che non gli insinua più dubbi sul futuro come un paio di mesi fa, anzi lo spinge a smentire anche pubblicamente quelle che lui considera fake news sul proprio conto. Il classee 1994 si gode il momento. Calhanoglu si è preso il Milan.