Roma, Sabatini punge Pastore: "Il suo rendimento mi imbarazza"

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Getty Images
Il dirigente della Sampdoria è tornato a parlare della Roma, svelando alcuni retroscena di mercato: "Dzeko? Serviva un nuovo eroe dopo Totti".

Un Walter Sabatini a tutto campo quello che è tornato a parlare della Roma ai microfoni di 'TeleRadioStereo'. Il dirigente della Sampdoria ha analizzato il particolare momento della squadra allenata da Eusebio Di Francesco, soffermandosi in particolare su alcuni singoli giocatori.

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Nello specifico, a fare scalpore, è stato quanto detto da Sabatini nei confronti di Javier Pastore. È infatti noto come l'ex dirigente giallorosso sia sempre stato un grande fan dell'argentino, sin dai tempi del Palermo.

Il rendimento di Pastore mi imbarazza moltissimo, ho avuto la fortuna di vederlo giocare dominando il campo. Ho visto stadi in piedi per lui, in trasferta, come ad esempio quando a Firenze venne applaudito. Mi dispiace molto vederlo giocare così, io gliel’ho detto, deve accingere al proprio orgoglio argentino per risalire e tornare ai propri livelli".

Parole forti, con Sabatini che ha poi provato a dare anche qualche indicazione tecnico-tattica sullo stile di gioco di Pastore. Un calciatore che il dirigente blucerchiato porterebbe molto volentieri alla corte di Giampaolo.

"Per giocare come sa, deve fare qualcosa lui, nessuno può aiutarlo. Pastore deve giocare bene per essere apprezzato, non è un mediano di corsa, è un fantasista offensivo, è un playmaker a tutto campo. Ha un livello di corsa eccezionale, ma deve stare sempre vicino alla palla. Lui si sposerebbe alla grande con il gioco di Giampaolo, però evito di continuare perché poi magari si creano situazioni che non voglio”.

Passando invece a Nicolò Zaniolo, Sabatini ha voluto sottolineare come i meriti per il suo passaggio alla Roma siano esclusivamente di Monchi. Così come quelli di Ausilio, bravo in precedenza a portarlo all'Inter.

“Io con Zaniolo non c’entro nulla, né quando lo prese l’Inter, né quando è arrivato alla Roma, perché furono meriti prima di Ausilio e poi di Monchi”.

Tra i meriti di Sabatini c'è invece quello di aver portato Edin Dzeko in giallorosso. Un'operazione di mercato difficile ma fondamentale per regalare alla Roma un nuovo 'eroe'.

“Avevo la sensazione che la Roma dovesse avere un nuovo eroe dopo Totti. Una squadra come la Roma senza un eroe fa fatica. Lo stipendio del giocatore e il prezzo del cartellino erano pesanti per quella Roma ma alla fine abbiamo concluso bene la trattativa”.

Concentrato sulla nuova esperienza alla Sampdoria, Sabatini ha poi provato a mettere a tacere quelle voci di mercato che lo vorrebbero di nuovo in giallorosso.

“Fatemi lavorare, che c’entra. La Roma è stato il mio destino, non è stato solo un fatto sportivo e continua ad esserlo. Io però ora lavoro alla Sampdoria, anche se a voi non interessa”.

 

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