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Roberto Re Walter ZengaInstagram

Roberto Re a Goal: "Allenare la mente di calciatori e allenatori è possibile"

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Nel calcio moderno, ma in generale in tutti gli ambiti lavorativi di un certo livello, la figura del mental coach sta via via diventando una consuetudine.

Noi di Goal abbiamo incontrato Roberto Re , uno dei più noti professionisti del settore con un'importante esperienza anche a contatto con tanti protagonisti dello sport e del calcio. Durante la nostra chiacchierata, abbiamo avuto modo di spaziare sui molteplici legami tra la mente e il rendimento sportivo.

"Per un atleta il mental coach è il corrispettivo del preparatore atletico per il fisico - spiega Roberto Re - e così come il preparatore atletico dà gli input per allenarsi nel modo migliore, il mental coach dà le stesse dritte per quello che riguarda l'aspetto mentale, come ad esempio imparare a gestire la pressione. Le regole di base sono uguali per tutti, ma poi va adattato l'allenamento alla persona".

Molti allenatori 'moderni' vestono quasi i panni del mental coach: "Gli allenatori della nuova generazione studiano, imparano, leggono molti libri perchè sono dei professionisti e quindi si informano. Per certi versi l'aspetto tecnico viene ormai curato dagli allenatori 'specialisti' e il vero compito dell'head coach è soprattutto quello della gestione".

Tra i vari argomenti toccati, si è parlato anche del momento di massima tensione per eccellenza, vale a dire il calcio di rigore. "Il problema del rigore non è il gesto tecnico, che per un calciatore professionista è il più facile di tutti. È la pressione che hai in quel momento a mandarti in confusione: qualsiasi calciatore ti racconta che la porta diventa piccolissima, il portiere gigante... quello è un aspetto che può essere allenato".

Una battuta anche sull'importanza della fascia da capitano: "È importante la figura di un leader, ma non sempre il capitano con la fascia è quello che viene riconosciuto come leader carismatico all'interno di un team".

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