Andrea Conti è una delle rivelazioni di questo campionato. Il terzino dell' Atalanta sta sorprendendo tifosi e addetti ai lavori, ma non troppo tempo fa rischiò di vedersela brutta...
Kessié + Caldara: nuovo blitz Juve
Protagonisti lui e il compagno di squadra Alberto Grassi , come raccontato dall'esterno alla 'Gazzetta dello Sport': "Una volta avevamo una convocazione per partire alle 6 e mezzo del mattino, giocammo alla play fino a tardi e la mattina alle 9 ancora dormivamo: ci hanno svegliato le urla del nostro team manager".
Per Conti gli amici, oltre a Grassi ("E' quello a cui sono più legato, ci siamo sempre sentiti anche quando le nostre strade si sono separate: è il più ignorante, detto in senso buono… E’ un tranquillone, lo mettiamo in mezzo" ), sono Gagliardini e Caldara. "Siamo cresciuti insieme, Gagliardini dice che mi arrabbio spesso ma con loro non potrei mai farlo, sono come fratelli".
Sul modello da seguire, il laterale di Gasperini vola alto: " Dani Alves , terzino di grande spinta e tecnica. Ma guardo anche ai nostri De Sciglio e Darmian che così giovani sono già in squadre importanti. Dove migliorare? La fase difensiva è la mia pecca, così come la gestione delle energie".
Le ottime prove fornite con la Dea stanno catalizzando l'interesse di diversi club: "Non penso a dove sarò tra dieci anni, già faccio fatica a pensare a domani. Il mercato non mi riguarda e neppure mi interessa. Penso all’Atalanta, all’Under 21, agli stage con Ventura. Il resto non mi tocca minimamente, qui mi sento in famiglia e non vedo un solo motivo per andarmene".
La 'favola' di Conti in Serie A è iniziata quasi per caso: "L’Atalanta era in ritiro, io stavo cercando una sistemazione dopo il prestito a Lanciano. L’idea era fare un’altra stagione in B. Poi mi chiama il direttore Sartori perché mancava un terzino in rosa e Reja voleva valutarmi per capire cosa fare di me. Da lì è partito tutto, l’allenatore ha deciso di tenermi e io ho cercato di farmi valere".
Con Gasp si sogna l'Europa: "E’ un momento bellissimo, personale e di squadra. E’ il gruppo che esalta il singolo. Siamo riusciti a capire quello che ci chiedeva il mister e i risultati si vedono. E’ un calcio diverso, un modulo diverso, interpretato da giocatori diversi. E’ un sistema dispendioso, di corsa e pressing: o sei giovane o hai una gran voglia di sacrificarti".
Ma guai a montarsi la testa: "Prima ci davano per retrocessi, ora siamo passati a qualcosa di più della salvezza. Facciamo che l’obiettivo è la salvezza prima possibile e poi vediamo cosa riusciamo a guadagnarci".
E i tifosi? "Ci chiedono di andare in giro per l’Europa. Piacerebbe anche a noi, è ovvio. Ora dico che è possibile, due mesi fa magari no e in futuro chissà, dipende da noi e dagli avversari. Potenzialmente abbiamo tutte le qualità per farcela".
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