Il mondo del calcio perde un altro suo protagonista. Ray Wilkins, 61enne tecnico inglese ed ex centrocampista, è infatti scomparso all'ospedale di Tooting, Londra, questa mattina: fatale un attacco di cuore, dopo l'infarto subito la scorsa settimana che aveva portato al ricovero istantaneo.
Wilkins era stato portato al St. George alla fine della scorsa settimana dopo aver subito un arresto cardiaco, venendo posto in coma indotto: dopo aver combattuto contro diversi problemi di salute negli ultimi anni, aveva subito un'operazione di doppio bypass lo scorso luglio. Lascia la moglie Jackie.
Nel 1984 Wilkins arrivò in Italia per vestire la maglia del Milan, dove rimase fino al 1987: all'epoca, poco prima dell'avvento degli olandesi, giocò insieme al connazionale Hateley e a diversi giocatori che in seguito vinceranno tutto sotto gli ordini di Capello e Sacchi.
"In questi momenti non sai mai cosa dire, ma è stato un onore averti avuto come compagno, eri speciale,un signore in campo e fuori" il messaggio di Baresi su twitter. "Ciao Ray, ci mancherai: questa sera lotteremo su ogni pallone come avresti fatto tu!" ha invece scritto la società rossonera sui social, in vista del Derby in cui giocherà con il lutto al braccio.
Nel Milan di Wilkins giocavano i vari Tassotti, Baresi, Maldini, Evani, Donadoni, Massaro, Giovanni e Filippo Galli, nonchè Virdis: 73 presenze e due goal in maglia rossonera, dopo aver militato in maglia Manchester United e Chelsea. Due i trofei vinti con i Red Devils, mentre con i Blues avrà il rapporto più duraturo.
Sei gli anni da giocatore del Chelsea, sette da tecnico dei Blues: a Stamford Bridge ha ricoperto il ruolo di assistente, di vice allenatore e di mister ad interim. Insomma, un tuttofare che negli ultimi anni ha anche lavorato come opinionista e provato l'esperienza da commissario tecnico nel Vicino Oriente, precisamente in Giordania.
Per la precisione dei suoi lanci venne soprannominato The Razor, ovvero il rasoio: un giocatore rimasto nel cuore di tanti tifosi, compresi quelli italiani e in particolare rossoneri. Il Milan aveva inserito Wilkins anche nella sua Hall of Fame: a settembre avrebbe compiuto 62 anni.







