Bombe carta da parte dei tifosi? Attentato premeditato? Estremisti politici? ISIS? Prima, dopo e durante l'attentato di Dortmund, ai danni del bus del Borussia, tutti, e non solo le autorità adibite all'indagine, si sono fatte queste ed altre innumerevoli domande. Di certo c'è lo shock e il ferimento di Bartra. Ma sarebbe potuta andare molto peggio.
Sembra ovvio da affermare, ma ora arriva anche, via 'Bild am Sonntag', anche la conferma di un inquirente: "Se gli ordigni fossero stati azionati anche solo meno di un secondo prima, l'autobus sarebbe stato centrato in pieno e a quel punto ci sarebbero stati di sicuro molti feriti gravi e probabilmente anche dei morti".
Tragedia scampata per un soffio, dopo che diverse hanno colpito l'Europa e l'Asia nell'ultimo anno: da Londra a Stoccarda, passando per Giacarta e Nizza, il terrorismo si sta continuando ad allargare. Riguardo la tragedia sfiorata, però, procura federale e polizia anticrimine non si sbilanciano.
Dopo non essere riusciti a dimostrare la colpevolezza dell'uomo fermato a metà della scorsa settimana, le autorità tedesche non hanno comunque ancora escluso la pista islamista. Ne rimangono da seguire ancora diverse, tra cui l'ultima, che porta di fatto ad un attacco compiuto da un servizio segreto straniero.
"L'unica cosa che chiedo è di vivere in pace con tutti e di lasciare indietro le guerre" ha evidenziato Bartra in un messaggio pubblicato su Instagram, dove lo si vede sorridente in seguito all'operazione subita al braccio, ferito nell'esplosione di Dortmund.
Di certo l'attacco subito dalla squadra tedesca ha scosso tutto il mondo del calcio ed aumentato le misure di sicurezza in vista delle prossime gare europee e nazionali. Per la finale di Champions League lo stadio di Cardiff sarà chiuso anche dalla parte del tetto: meglio non correre rischi da ogni lato.






