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Pirlo 'incorona' la Juventus da New York: "E' ancora la più forte, a Roma vincerà"

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Dalla lontana New York, il richiamo della Serie A resta fortissimo: Andrea Pirlo crede ancora nella 'sua' Juventus, parla dell'avventura negli States e svela un retroscena in chiave Italia.

Il regista, alla 'Gazzetta dello Sport', non fa drammi riguardo i bianconeri: "Non sono riuscito a vedere il loro esordio perchè qui giocavamo a mezzogiorno, non pensavo potessero perdere. Ma il campionato italiano è difficile, pieno di insidie a ogni gara. Credo, però, che sia ancora la squadra più forte".

Poi il pronostico su chi vincerà oggi pomeriggio all'Olimpico, tutto in favore di 'Madama': "Penso la Juve perché è campione d'Italia, anche se la Roma si è rinforzata molto e sta cercando di raggiungere il livello dei bianconeri. Sarà sicuramente una partita equilibrata e bella da vedere. Draxler? Lo conosco poco. L'ho visto giocare rare volte, però mi sembra bravo. Spero arrivi presto in Italia".

All'orizzonte, per il bresciano, il doppio impegno con gli azzurri in ottica Euro 2016: "Ci speravo, ma spero di avere altre occasioni. Con Malta e Bulgaria saranno due partite importanti, perché dobbiamo ancora giocarci la qualificazione. Con Conte ci siamo sentiti al telefono e mi ha anticipato che mi avrebbe chiamato".

Ed eccoci al capitolo MLS, dove Pirlo ha deciso di far tappa per dare una 'sferzata' alla carriera: "E' come me l'aspettavo. L'unico problema è che a noi fanno giocare in orari un po' strani per permettere di vedere le nostre partite in Europa. Scendere in campo a mezzogiorno o alle 15 o alle 16 in estate è molto caldo, rispetto ad altre rivali che invece iniziano le loro gare alla sera. Cercherò di abituarmi".

"Il New York City non sta andando benissimo - sottolinea - però stiamo lavorando duramente: purtroppo facciamo molta fatica a far punti. Mancano 7 partite alla fine, dovremo affrontarle come fossero sette finali e intanto risolvere qualche problema. Giochiamo bene per un quarto d'ora, poi arriva mezz'ora di buio, quindi facciamo un'altra manciata di minuti a buon livello: siamo troppo discontinui. E non riusciamo ancora a essere squadra, colpa del fatto che ci conosciamo poco. Ci vorrà tempo. E poi non si possono più commettere gli stessi errori fatti contro Columbus".

Il fuoriclasse italiano, infine, lancia un monito ai suoi compagni accusati dall'allenatore di scarsa voglia: "Mi dispiacerebbe se fosse davvero così. Considerando che chi sta fuori probabilmente avrebbe una voglia matta di andare in campo. Giocare deve essere soprattutto divertimento".

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