Il suo calcio di rigore finale ha definitivamente sconfitto la Juventus e regalato la Supercoppa Italiana al Milannel suggestivo scenario di Doha: a poche ore dal fischio d'inizio della finale di Coppa Italia Mario Pasalic ricorda quei momenti contro i bianconeri.
Intervistato da 'La Gazzetta dello Sport', il centrocampista dello Spartak Mosca svela qualche rimpianto: "Sono rimasto molto legato al club, speravo di restare più a lungo. Mi capita ancora di sentire Cutrone, Locatelli, Calabria e, ovviamente, il mio connazionale Kalinic. Sarebbe grandioso se fosse lui a decidere la sfida".
Una serata magica per i colori rossoneri contro il colosso Juve: "Ci siamo caricati pensando a tutti i trofei vinti da questo club in passato e ci siamo detti: ora tocca a noi scrivere la storia. Sono molto orgoglioso di quello che ho fatto, per me è stato un privilegio aver vinto l’ultimo titolo della gestione Berlusconi. Credo che il Milan possa di nuovo farcela, farò un grande tifo".
Un calcio di rigore decisivo arrivato quasi per caso: "Quando abbiamo deciso i nomi dei rigoristi, io ero il terzo. Poi Kucka disse che avrebbe preferito tirare lui per terzo, come faceva di solito. E così mi sono ritrovato ultimo. Ma devo dire che per me in quel momento non fece grande differenza, perché ero molto fiducioso. Ho sempre giocato in squadre dove c’erano tanti specialisti e quindi era il mio primo rigore da professionista...".
Una gioia incontenibile per Pasalic, prelevato in prestito dal Chelsea e poi lasciato subito andare dal Milan: "Quando ho visto il pallone entrare sono andato fuori di testa. Non capivo nulla. Ci ho messo qualche giorno per calmarmi e realizzare. Vincere un trofeo contro una squadra che domina da anni è una sensazione fantastica. È stato il mio primo titolo in carriera, il punto più alto da quando gioco a calcio".




