La UEFA non vuole far passare nulla in sordina. Per la gara tra Montenegro-Russia, match valido per il Gruppo G di qualificazione ad Euro 2016 e interrotto venerdì scorso, infatti, è stato aperto un procedimento disciplinare.
Entrambe le Federazioni dichiarate responsabili dall'UEFA, visto il comportamento delle due tifoserie: ha fatto scalpore il bengala lanciato all'indirizzo del portiere russo Akinfeev dopo pochi secondi dal fischio d'inizio, ma anche i tifosi del team Capello hanno fatto uso di fumogeni e razzi.
Il Montenegro, inoltre, è stato anche deferito per aver ospitato una partita poi non conclusa: gara interrotta dopo l'episodio accaduto ad Akinfeev e dunque sospesa per la seconda e ultima volta in seguito agli incidenti negli spalti. La Russia ha chiesto di avere la partita vinta a tavolino, ma nel mirino ci sono entrambe le federazioni.
La UEFA ha comunicato che prenderà una decisione in merito il prossimo 7 aprile: si potrebbe assegnare il 3-0 a tavolino per i russi, o penalizzare entrambe le squadre. Fino ad arrivare alle semplici multe.
Il clima di tensione tra Russia e Montenegro ha ovviamente radici più profonde di una gara calcistica, come accade in quasi tutte le occasioni: come dimostrato nella gara tra Albania e Serbia, con il drone e la bandiera a scatenare il putiferio.
Momir Djurdjevac, segretario generale della FA montenegrina, non aveva certo usato giri di parole riguardo i propri connazionali: "Questi tifosi sostengono il Montenegro, ma laciano razzi, insultano, provano incidenti. Si trasformano, una totale ipocrisia".
Alla UEFA e al suo comunicato predisposto per eventi di questo tipo, il compito di analizzare la questione e provvedere. Ancora una volta, una gara tra Nazionali si è tramutato in qual cosa che scavalca il campo da calcio.


