Nemmeno un anno, ma un'esperienza difficile. Michel Morganella pochi giorni fa ha rescisso col Livorno, ponendo fine ad un'avventura nata sotto buone premesse e conclusa male. Malissimo.
Il terzino svizzero, una vita al Palermo, in un'intervista a 'Il Tirreno' racconta un episodio shock vissuto durante i mesi in Toscana dove era approdato nell'estate 2019.
"Mi sono sentito preso in giro dalla società, mi hanno fatto passare sempre da colpevole. E invece i problemi erano altri. Forse a qualche dirigente non piacevo per i tatuaggi e la barba. Nell’ambiente però circolavano messaggi vocali su di me, storie false sulla mia vita. Qualcuno non mi ha portato rispetto".
"Il terzo giorno di ritiro estivo, un dirigente si avvicina e mi chiede. ‘È vero che hai il tatuaggio di una svastica sulla schiena?’. Che affronto… Dovetti togliermi la maglietta davanti a tutti per dimostrare che erano cavolate".
Durante lo stop a causa dell'emergenza Coronavirus, tra Morganella e i labronici il rapporto si è concluso anzitempo.
"Ho sempre pensato a Livorno come una piazza di primo piano in Italia, e sinceramente lo penso ancora, ma la società non è più all’altezza".




