Doveva essere l'inizio della remuntada capace di portare il Milan nelle zone nobili della classifica da qui a fine gennaio, invece quella contro il Torino è stata l'ennesima occasione mancata.
Montella però, al termine della partita e nonostante i fischi di 'San Siro', vede ancora il bicchiere mezzo pieno: "La squadra mi è piaciuta in tutto, continuità, atteggiamento, voglia. Stiamo crescendo e non vedo gli altri così irraggiungibili, c’è semmai da stringersi ancora più forte".
Un appello al popolo rossonero lanciato poche ora dopo le parole del direttore sportivo Mirabelli, intervistato da 'Premium' prima della partita: "Il Milan deve recuperare il terreno perduto, ci deve essere la tensione giusta. Da ora in poi giochiamo per vincere non per partecipare".
Getty ImagesI numeri del Milan finora d'altronde sono impietosi: -9 punti rispetto allo scorso anno e addirittura - 11 dalla zona Champions che potrebbe diventare -14 se la Roma dovesse vincere il recupero contro la Sampdoria.
A pesare sul difficile momento rossonero è soprattutto la sterilità offensiva dato che il Milan ha realizzato appena 19 goal in 14 partite e non segna in casa in Serie A da 4 partite consecutive. Era accaduto solo nel 2007 e nel 1984.
In totale sono già sei le partite ufficiali in cui il Milan non è riuscito a trovare la via della rete: due volte contro l'AEK in Europa League, contro Roma, Genoa, Juventus e Torino in campionato.
A peggiorare il quadro infine c'è anche il distacco dai cugini dell'Inter che dopo il pareggio casalingo contro il Torino sale a 16 punti. Non era così alto dopo sole 14 giornate dalla stagione 2007/08.
Numeri quelli del Milan che, secondo 'La Repubblica', potrebbero condannare Montella. In caso di mancata vittoria a Benevento infatti la situazione rischia di precipitare e il candidato numero uno per la panchina rossonera sarebbe Gennaro Gattuso, attuale tecnico della Primavera.






