Il finale di stagione ha regalato la salvezza al Torino, ma non di certo l'uscita definitiva dalle turbolenze interne: Simone Edera e Vincenzo Milliconon erano stati convocati per la sfida con la Roma, colpa di una frase galeotta pronunciata durante un allenamento.
"Cosa proviamo a fare i rigori, tanto non arriviamo mai in area avversaria".
Parole che avevano fatto infuriare Moreno Longo, il quale li aveva tagliati dalla lista degli arruolabili: contro il Bologna c'è stato il rientro di Edera, non quello di Millico con cui, a quanto pare, si sarebbe rischiato addirittura il contatto fisico.
Almeno a giudicare dalle dichiarazioni rilasciate ai microfoni di 'Tuttosport' dall'agente del ragazzo, Gaetano Paolillo.
"Millico si è subito scusato con Longo, ma la sua reazione è scaturita da una provocazione. Perché l’allenatore non lo ha spiegato? Longo è andato a muso duro contro il ragazzo che si stava riferendo a una cosa detta da un suo compagno. Poi lo stesso Longo gli ha detto di volergli mettere le mani addosso e il ragazzo ha risposto 'ma che allenatore sei?'".
Longo - che non rimarrà alla guida dei granata - ha tirato le orecchie pubblicamente a Millico in più di una circostanza, comportamento che l'entourage del giocatore non ha gradito.
"Longo dovrebbe smetterla di parlare di Vincenzo: se vuoi lavare i panni sporchi in casa non ti presenti due volte in conferenza a screditare un ragazzo di 19 anni. Ha fatto passare un messaggio orribile a proposito del giocatore, che è sempre stato rispettoso ed educato con tutti, tant’è che i senatori dello spogliatoio gli vogliono un gran bene".
Secondo Paolillo sarebbe bastata una reprimenda in privato senza consegnare Millico alla mercé dell'opinione pubblica.
"Quale allenatore si comporta così? Voleva lavare i panni in casa? Bastava che dicesse che Millico non era convocabile e poi sarebbe stato multato dalla società, nel caso. Non doveva aprire la polemica per due volte in conferenza, mettendo Vincenzo in cattiva luce davanti a tutta Italia. In sei mesi mai una sola volta che abbia dato fiducia al ragazzo".




