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Serie A

Milan in ritiro, Gattuso: "Era il minimo, nessuno si è ribellato"

17:48 CET 22/12/17
Gennaro Gattuso - Milan
Gennaro Gattuso alla vigilia di Milan-Atalanta: "Bonucci ci mette sempre la faccia, nulla di strano che vada a cena con gli ex compagni".

Il Milan non sta certo vivendo un periodo semplice e sereno dopo i recenti risultati. Contro l'Atalanta servirà a tutti i costi un risultato positivo, anche per affrontare il derby contro l'Inter in Coppa Italia con il giusto entusiasmo.

In sede di conferenza stampa, Gattuso parla del delicato momento rossonero e dell'avversario: "L'Atalanta è una squadra che vola, hanno fatto le stesse nostre partite ma tra noi e loro c'è differenza per come tengono il campo. Dopo la prima pressione possiamo subire goal in qualsiasi momento, dobbiamo riuscire a tenere la squadra in 30-40 metri. Il lavoro e la condizione fisica non bastano in questo momento, la mia squadra certe volte non percepisce il pericolo e la colpa è mia".

L'allenatore rossonero commenta la decisione di mandare la squadra in ritiro: "Era il minimo che potevamo fare dopo un 3-0 a Verona. Sono state scritte tante falsità, non è vero che la squadra non voleva, non c'è stato un giocatore che si è ribellato, altrimenti lo avreste saputo. Un rimedio antico? Certe volte le cose antiche sono le più belle. Un mio tentennamento? Non ci ho mai pensato, sapevo quando ho accettato che ci sarebbero state delle difficoltà, ma il ritiro non è punitivo".

Berlusconi ha ribadito la sua idea sul modulo a due punte, Gattuso risponde: "Non c'è nulla di nuovo, il presidente l'ha sempre detto. Ma in questo momento io devo valutare le caratteristiche dei miei giocatori. Suso viene spesso a lavorare dietro la punta, ma il Milan in passato non ha sempre giocato con due punte e qualcosa l'abbiamo vinta. Il dna è stato sempre la difesa a quattro, ma davanti si è cambiato spesso. Non voglio comunque fare polemica, data anche la stima che ho".

Nessun caso Bonucci nonostante le numerose voci circolate in settimana: "E' sempre il primo a mettere la faccia di fronte ai problemi, è un esempio per tutti, ci parlo ogni giorno. Fa di tutto per risolvere i problemi e si assume le responsabilità, ad oggi nessuno ci ha detto che fra poco non ci vedremo più. Lui a cena con gli ex compagni? Non ci vedo nulla di strano, l'ho fatto anche io qualche volta".

Il ritiro termina dunque con la partita di San Siro contro l'Atalanta: "Dovevamo dare dare un segnale sia io che i giocatori alla piazza. Abbiamo fatto una figuraccia e l'idea era di stare 4-5 giorni insieme fino alla prossima partita. In allenamento vedo tanto impegno con ritmi altissimi, stanno in campo anche 30-40 minuti in più, ma in partita diamo la sensazione di fare solo il compitino. Contro i nerazzurri dobbiamo cercare di non perdere palla in uscita, mi aspetto la stessa mentalità dei primi venti minuti col Verona, servirà tanto sacrificio. Dobbiamo partire bene e non subire l'avversario cercando di portare i tifosi dalla nostra parte. Spero che i tifosi non contestino, se poi faremo schifo accetteremo i fischi alla fine".

Gattuso analizza i problemi della squadra: "Facciamo molta fatica in transizione, dobbiamo lavorare sulle preventive e stare corti. Non è un caso che quando becchiamo giocatori veloci perdiamo le distanze, siamo dei polli e ci caschiamo. Pensavo che il Verona potesse cambiarci la stagione, ma vedo i ragazzi che fanno di tutto per migliorare a livello personale e si deprimono facilmente".

Nessun indizio sulla formazione che scenderà in campo domani: "Pensavate veramente che vi dicevo chi gioca al posto di Suso? Io mando le persone sugli alberi per vedere cosa fanno le altre squadre (ride, ndr), non posso dirvi la formazione. Miglioramenti? Prima eravamo l'ultima squadra sul piano della corsa, ora siamo la terz'ultima. Non sono Padre Pio, dobbiamo pensare partita per partita. Quando parlo con Fassone, Mirabelli o Han Li ci chiediamo cosa fare per far esprimere questa squadra, non è vero che la società non è presente".

Gattuso ricorda poi il valore dei giocatori presenti in rosa: "In Nazionale fanno molto bene, ne abbiamo 16, ma in questo momento dobbiamo farli giocare da squadra insieme. Ci serve qualche faccia incazzata in più, perchè poi dopo due partite ci ricaschi. Serve compattezza, quello che dico a voi lo dico anche a loro, sembra che non giochiamo da squadra".

L'allenatore del Milan sottolinea il gap fisico del gruppo rispetto alle altre squadre: "E' già tanto che non abbiamo avuto infortuni in questo periodo, ma qualcosina a livello fisico siamo migliorati. Penso che facciamo fatica quando cominciamo ad allungare sui 70 metri e perdiamo lucidità. Sul piano mentale non siamo poi tutti uguali: ad alcuni devo dare due carezze, ad altri qualche tranvata. I più esperti devono sempre aiutare i nuovi".