Dalla trasferta di Cagliari, Stefano Pioli ha dato una svolta al Milan. In primis nell’atteggiamento, poi nel modulo: il tecnico ha varato un 4-4-2 che si fonda sulla coppia d’attacco formata da Ibrahimovic e Leao, complementari per caratteristiche e decisivi proprio alla Sardegna Arena con i loro goal. Schieramento riproposto anche a San Siro contro l’Udinese, con la conferma della coppia d’attacco e non solo: quella di Samu Castillejo, che soltanto un mese fa sembrava ai margini del progetto Milan.
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Lo spagnolo sembrava ormai essere sul mercato e destinato a partire, nonostante l’esborso importante fortemente voluto da PaoloMaldini nell’agosto 2018 (oltre 20 milioni di euro, a titolo definitivo). Il rendimento non era però stato pari all’aspettativa: l’ex Malaga e Villarreal ha giocato solo poco più di 1000 minuti nella Serie A 2018/19, trovando anche 4 goal, ma con grande discontinuità: soltanto 8 partite giocate da titolare in campionato. Tante quante le presenze totali sommate fino alla 18ª giornata.
Quest’anno, soprattutto nelle ultime settimane, le cose sono radicalmente cambiate. Il passaggio al 4-4-2 ha convinto Pioli a puntare sul classe 1995 come esterno destro di centrocampo, ruolo in cui storicamente ha dato il meglio di sé: era uno degli intoccabili del Villarreal di Marcelino che nella stagione 2015/16 ha conquistato il quarto posto nella Liga.
Anche Escribà e Calleja, successori di Marcelino, hanno insistito sullo stesso modulo, il 4-4-2, e su Samu Castillejo nel ruolo di esterno: la sua gamba e la sua attitudine difensiva facevano dell’ex Malaga, arrivato al ‘Submarino Amariillo’ nel 2015, il profilo ideale per quella posizione, ancora più che da ala nel 4-3-3. Forse poca fantasia creativa rispetto a Suso, amico e diretto concorrente, ma una migliore capacità di coprire la posizione e tenere la linea, abitudini apprese proprio nei suoi tre anni al Madrigal, gli hanno permesso di diventare uno 'specialista' del ruolo, sia a destra che a sinistra.
Getty ImagesNel Milan, infatti, non è riuscito a imporsi immediatamente anche per questioni tattiche. Poi da quest’anno, quando Pioli ha abbandonato il 4-3-3 proposto da Gattuso e, in salsa diversa, da Giampaolo, Castillejo ha immediatamente trovato posto sulla fascia destra, soppiantando Suso, ritenuto fino a pochi mesi prima intoccabile e più adatto a giocare in quella posizione per le sue caratteristiche di maggior fantasia e dribbling.
Il rendimento in calo del numero 8 ha certamente contribuito a prendere una decisione che finora si è rivelata assolutamente corretta e per nulla scontata. Durante la sfida contro l’Udinese è arrivata anche l’approvazione del pubblico rossonero di San Siro: pioggia di fischi alla lettura del nome di Suso durante la lettura delle panchine a inizio partita, standing ovation per Castillejo al momento della sostituzione. Sotto gli occhi di Maldini, che ha chiuso le porte ai club spagnoli che volevano il classe 1995 e che insieme a tutto l’ambiente si gode ora il ‘suo’ Castillejo, in un ruolo finalmente da protagonista.




