Mancini spinge l'Italia: "Dobbiamo crescere in fretta, sono fiducioso"

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Il commissario tecnico dell’Italia, Roberto Mancini, spiega: “Abbiamo tanti giovani che possono crescere. Balotelli è maturato negli ultimi anni”.

E’ un Campionato del Mondo amaro questo per l’Italia. La Nazionale Azzurra, dopo aver clamorosamente fallito la qualificazione al torneo, sta assistendo a Russia 2018 da semplice spettatrice.

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Dopo il flop, la Federcalcio ha deciso di ripartire da Roberto Mancini il quale, parlando ai microfoni di ‘Tiki Taka Russia’, ha spiegato: “Ho visto Iran-Spagna, in questo momento tutte stanno faticando più del previsto. Le prime partite sono sempre difficili, nessuno vuole perdere”.

Non tutte le big di Russia 2018 sin qui hanno brillato: “E’ difficile adesso giudicare tutte le squadre, per le big sin qui è il discorso è stato complicato perchè trovano squadre chiuse. Non è un caso che la partita più bella dei Mondiali sia sin qui stata Portogallo-Spagna. La favorita per la vittoria finale? Io dico Brasile, ma anche la Spagna può arrivare fino in fondo”.

In un torneo così equilibrato forse anche l’Italia avrebbe potuto dire la sua: “Il Mondiale è sempre aperto e questo vale soprattutto per una Nazionale come la nostra che ha da sempre un grande background. In un torneo del genere le cose possono cambiare in fretta, l’Italia ha vinto Mondiali nei quali non era favorita, è accaduto anche nel 1982 e nel 2006. Per quanto ci riguarda in questo momento abbiamo bisogno di un po’ di tempo, allo stesso tempo dobbiamo fare in fretta perchè dobbiamo qualificarci per gli Europei”.

L’Argentina, visto il suo potenziale, ha deluso molto contro l’Islanda: “In questo momento dei Mondiali non è importante giocare bene, ma qualificarsi. L’Argentina alla fine poteva vincere la sua partita. Higuain ed Aguero insieme? Sampaoli conosce meglio di noi i suoi giocatori, ha tanti attaccanti a disposizione”.

Icardi, uno dei migliori bomber della Serie A, a Russia 2018 non c’è: “E’ un attaccante che partecipa al gioco della squadra, è migliorato moltissimo e come tutti ha ancora margini di crescita. Dal punto di vista dei goal non so quanto può far meglio, ne ha già segnati abbastanza”.

Cristiano Ronaldo e Messi hanno avuto un impatto diverso in questi Mondiali: “Stiamo parlando di due ultra campioni. Ronaldo ha una preparazione mentale fantastica, lui si è costruito come giocatore, da giovane era forte, ma non così forte. Messi invece è nato con questo talento. Sono diversi, ma parliamo di due campionissimi”.

Mancini ha fortemente voluto la panchina della Nazionale: “C’è emozione, rappresenti il tuo Paese ed io penso che per un allenatore sia la massima aspirazione guidare la Nazionale e per me continuerà ad essere così. Sentire l’inno è un qualcosa di speciale. Essere ct è una cosa che non capita tutti i giorni, era ciò che desideravo. Da giocatore Azzurro non ho avuto moltissimo dalla Nazionale, spero di riprendermi adesso tutto con gli interessi. Gli Europei più difficili dei Mondiali? L’Italia non lo vince da tanto tempo, adesso pensiamo a qualificarci e poi vedremo come andrà. La nostra Nazionale deve sempre giocare per ottenere il massimo dei risultati”.

L’Italia dovrà ripartire da una nuova generazione di giocatori: “Io sono abbastanza positivo, secondo me non siamo troppo lontani dalle migliori. I ragazzi hanno bisogno di crescere e nessuno di noi sa quanto potranno migliorare nel giro di due o tre anni. Magari tra di loro verrà fuori uno in grado di cambiare da solo le partite”.

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Sono in molti a pensare che la Nazionale Azzurra non abbia campioni a disposizione: “Io in questo Mondiale di campioni ne vedo solo due. L’attacco della Francia rispetto al nostro? Mbappé un anno e mezzo fa non era nessuno, in Champions contro la Juve non toccò una palla. Dembelé sei mesi fa era un giocatore normale. Dico questo perchè anche noi abbiamo dei giovani che possono migliorare moltissimo”.

Mancini ha riportato nel gruppo Azzurro Mario Balotelli: “Non lo vedevo da quattro anni, mi sembra che sia maturato come persona. Tecnicamente non si discute, poi dipende da lui. Mario ha tutte le qualità, è bravissimo dal punto di vista tecnico, ha un tiro straordinario e sa giocare. Deve collegare un po’ tutto. A Nizza ha fatto bene, è giovane, può fare ancora tutto. Noi gli diamo la possibilità, poi dipende da lui. Balotelli con Immobile? Mario ha le qualità per giocare con tutti. Può giocare con Immobile, Insigne, Chiesa, Zaza, Belotti. Ha giocato con altri attaccanti e dal punto di vista fisico può lottare con tutti i difensori”.

Mancini ha ricordato la sua esperienza in Nazionale da giocatore: “Ho avuto le mie possibilità, da Bearzot a Sacchi ho avuto tutti gli allenatori. In quegli anni c’erano grandi campioni, eravamo in molti e andavano fatte delle scelte”.

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