Un club ristretto, non accessibile. Generatosi nel tempo, da quel gotha capace di rimanere sempre al top, senza mai provare la sofferenza delle serie inferiori. Nella lista dei club mai retrocessi sin dalla loro nascita ci sono praticamente solo squadre leggendarie, ma ogni tanto una di queste capitola o rischia di farlo seriamente. Come il Fenerbahce.
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Alla pari di Besiktas e Galatasaray, le altre grandi di Turchia, i Sarı Kanaryalar hanno giocato sempre e solo nella prima serie turca, alternando stagioni di gloria con il titolo conquistato, ad altre un po' anonime. Senza però dover arrivare al punto di ripartire dalla B e perdere il proprio status di mai retrocessa.
Nelle ultime due partite il Fenerbahce ha ottenuto due vittorie di platino per rimanere nella Super Lig, ma la situazione non è ancora completamente sotto controllo, tanto che il terzultimo posto è distante appena tre punti. L'Europa nonè più obiettivo stagionale, ora serve solo salvare il salvabile.
Ci sta provando, fin qui riuscendoci, grazie al calciomercato invernale e ad una cattiveria agonistica finalmente da Fenerbahce, dopo tanti, troppi errori in fase difensiva e offensiva. Un po' lo stesso percoso del Bilbao, altra mai retrocessa che fino a poche settimane fa era terzultima ed ora si trova a +3 sul posto pericolante.
E dire che il Fenerbahce conta nomi come Ayew, Soldado, Frey, Slimani, Demirel, Topal, Isla, Skrtel e Kameni, tutti giocatori abituati ai grandi palcoscenici internazionali, dalla Champions League ai Mondiali, passando per Europei e Liga. Eppure poca coesione e alcuni di questi nomi ormai verso il viale del tramonto.
L'apporto di alcuni nuovi acquisti invernali ha riportato serenità nello spogliatoio, ma il Fenerbahce è comunque ancora in piena lotta salvezza. Il campionato turco, da metà classifica in giù, e un sali e scendi continuo: due vittorie portano simil-sicurezza, due sconfitte tormenti e dubbi. Qualcosa in cui i gialloblù non sono praticamente mai finiti.




