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D'AmbrosioDAZN

Le decisioni del Giudice Sportivo: due giornate a D'Ambrosio, una per Paredes, Cristante e Marusic

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Erano attese per oggi e puntualmente sono arrivate le decisioni del Giudice Sportivo Gerardo Mastrandrea.

Dopo i referti degli ispettori di campo e dell’arbitro Massa, insieme alle immagini televisive a disposizione, il Giudice Sportivo ha comunicato le decisioni in seguito al 27° turno di Serie A, disputato nel weekend.

Una giornata caratterizzata dai big match Lazio-Roma e Inter-Juventus. Proprio il Derby della Capitale è stato oggetto di gran parte delle decisioni di Mastrandrea, chiamato a giudicare quanto accaduto sul prato dell’Olimpico nel tunnel verso gli spogliatoi.

Una giornata di squalifica per Bryan Cristante e Adam Marusic, entrambi protagonisti della rissa a fine gara.

Diecimila euro di multa per il calciatore giallorosso “per avere, al termine della gara, in reazione alla provocazione di un calciatore avversario, assunto un atteggiamento aggressivo nei confronti del medesimo, non riuscendo nell'intento di affrontarlo in quanto fermato da un Assistente”, mentre Quindicimila per quello biancoceleste “per avere, al termine della gara, assunto un atteggiamento gravemente provocatorio e volgare nei confronti dei calciatori della squadra avversaria, causando la reazione dei medesimi e dell’intera panchina”.

Fermato per due turni Danilo D’Ambrosio, difensore espulso nel finale di Inter-Juventus:

“Per comportamento non regolamentare in campo e per condotta gravemente antisportiva: per essersi, al termine della gara, avvicinato ad un calciatore avversario, reagendo alle provocazioni del medesimo, stringendogli per pochi istanti la parte posteriore del collo, reiterando l’atteggiamento aggressivo dopo il tentativo da parte dell'Arbitro di separarli, trattenuto a fatica dai compagni e dai componenti della propria panchina”.

Infine stop anche per Leandro Paredes, centrocampista argentino della Juventus:

“Per comportamento non regolamentare in campo e per avere, al termine della gara, assunto un atteggiamento provocatorio nei confronti di un calciatore della squadra avversaria, cercando, dopo il tentativo da parte dell'Arbitro di separarli, di avvicinarlo nuovamente, venendo trattenuto a fatica dai compagni e dai componenti della propria panchina".

Il Giudice Sportivo ha comunicato di aver aperto la procedura per il supplemento d'indagine dopo gli episodi antisemiti della tifoseria della Lazio in occasione del Derby e di aver fatto richiesta alla Procura Federale di ulteriore materiale utile:

"In ordine ai cori beceri e offensivi, di matrice anche religiosa, che risultano essere stati rivolti prima e durante la gara dalla totalità della tifoseria assiepata nella Curva Nord nei confronti dei sostenitori della squadra avversaria, e che risultano essere stati percepiti nella maggior parte dell’impianto, deciderà entro e non oltre il 4 aprile 2023 in relazione anche all’esito degli accertamenti in corso e avuto riguardo al comportamento e alla collaborazione della Società nell’attività di individuazione dei responsabili e degli ispiratori, nonchè nel prevenire il ripetersi di simili deprecabili manifestazioni. Dispone che, nelle more, la Procura federale fornisca a questo Giudice ogni elemento utile alla decisione, acquisito anche dai responsabili dell’Ordine pubblico, che emergesse dalle indagini in corso e da quelle già avviate per fatti similari".

Il club biancoceleste ha diramato un comunicato ufficiale, condannando fermamente l'accaduto:

"La Lazio è sempre stata in prima linea, in particolare con l’attuale presidenza, nel condannare pubblicamente, prevenire e reprimere senza riserve qualsiasi manifestazione o azione discriminatoria, razzista o antisemita. Le condanne della Società contro azioni di questo tipo, che nulla hanno a che fare con il tifo sano come viene rappresentato dalla Società, sono sempre state puntuali e mai generiche, supportate da iniziative specifiche volte a prevenire e combattere tali fenomeni. La Lazio si dissocia da qualsiasi comportamento di questo tipo, illegale e anacronistico, essendo innanzitutto parte lesa da tali comportamenti.
L’ignoranza, l’inciviltà e la superficialità di molti hanno diffuso negli stadi d’Italia e non solo un germe pericoloso, indotto da pochissimi: molti replicano comportamenti di cui non conoscono neppure il significato e la portata. Siamo stati spesso i primi e gli unici ad intervenire, denunciando pubblicamente, chiedendo collaborazione alle forze dell’ordine per la repressione e attivando iniziative di carattere educativo. Abbiamo cercato di evitare, isolare e contrastare questi fenomeni. Continueremo a farlo senza esitazioni, per difendere in Italia e all’estero l’immagine della Società, che è anche Ente Morale e non ha mai avuto nulla a che fare con queste azioni. La Lazio si ispira a valori opposti: inclusione, sportività e rispetto di tutti.
Anche in questo caso abbiamo messo in campo già prima e durante la partita di domenica scorsa Lazio-Roma la nostra organizzazione per la sicurezza, presieduta dal Prefetto Nicolò D’Angelo, già vicecapo della Polizia, per applicare severamente il codice etico, individuare i responsabili, inibirne l’accesso allo stadio e costituendoci parte civile per il risarcimento dei danni provocati. Nelle prossime ore comunicheremo gli esiti, già positivi, della nostra attività, confidando sulla fattiva collaborazione delle istituzioni preposte alla salvaguardia delle regole democratiche".

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