L'avvio di stagione di Paulo Dybala è stato uno di quelli da leccarsi i baffi: ben 10 le reti realizzate nelle prime sei giornate di campionato, nettamente il miglior inizio della sua carriera che aveva fatto gridare alla consacrazione avvenuta, dopo anni di facili paragoni con un certo Lionel Messi.
Il tempo ci ha poi però detto ben altro, riconsegnandoci un giocatore che troppo spesso si è rivelato 'normale', parecchio lontano dagli standard 'da alieno' del suo prestigioso connazionale, abituato invece a strabiliare sempre e comunque.
'La Joya' non sempre ha convinto e troppe sono state le sue battute d'arresto: ok, qualche volta a causa di problemi fisici che ne hanno limitato pesantemente il rendimento con la Juventus, ma non una scusa valida per giustificare l'appannamento recente che rischia di costar caro in un momento delicatissimo della stagione.
La tripletta rifilata al Benevento (due goal su rigore) aveva un po' illuso tutti: Dybala ha poi vistosamente rallentato relegandosi a ruolo di 'fantasma' nei match successivi contro Sampdoria, Crotone e, soprattutto, Napoli.
Nel match Scudetto l'ex Palermo non si è praticamente mai visto, venendo di fatti sostituito all'intervallo dopo una prova che definire incolore è puro eufemismo. Mai nel vivo dell'azione, incapace di trascinare la squadra come invece spesso avvenuto in quell'inizio stagione da urlo.
Per questo e per tanti altri motivi, la gara contro l'Inter rappresenterà certamente una delle ultime possibilità di riscatto, se non l'ultima, per evitare il sorpasso del Napoli e che la stagione si trasformi in fallimentare dopo il sogno, appena sfiorato, di poter vincere tutto.
A patto ovviamente che in campo Dybala ci scenda, visto che la sua presenza dal primo minuto resta ancora in dubbio: ad insidiarlo Mandzukic e Douglas Costa, i quali hanno dimostrato ultimamente di godere di una condizione fisica e mentale migliore, in particolare il brasiliano ex Bayern.




