Mario Balotelli, tornato nella Nazionale azzurra con l'approdo di Roberto Mancini in panchina, è tornato a parlare di Ius soli in un videomessaggio inviato per i Mondiali antirazzisti che si disputeranno a Castelfranco Emilia, in Provincia di Modena.
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Il centravanti è un ferreo sostenitore dell'assegnazione del diritto di cittadinanza per chiunque sia nato in Italia, a prescindere dalla cittadinanza dei genitori, e ha nuovamente criticato la normativa vigente.
"Io sono italiano al 100%- ha sottolineato nel video -perché sono nato a Palermo da genitori ghanesi, ma non tutti se ne accorgevano".
"La legge italiana è sbagliata. - ha proseguito - Forse è per quello che ancora oggi qualcuno vede il nero come il colore dei diversi, dell'inferiore, dell'errore, in mezzo alla fotografia della squadra".
Balotelli condanna quindi ogni forma di razzismo: "Dobbiamo fare ancora tanta strada per liberare gli stadi da questa piaga. - ha affermato il giocatore del Nizza - L'Italia non è un paese razzista, ma i razzisti ci sono. La Francia non è un paese razzista, ma i razzisti ci sono".
"In ogni Paese esiste qualcuno che ha un pensiero marcio. - ha concluso SuperMario - Il compito di tutti è isolare certe persone, renderle ridicole di fronte a un modo di pensare medievale che nel 2018 non può più esistere".


