Questo campionato si è aperto con diversi colpi di scena che contribuiscono a renderlo ulteriormente affascinante, dando quel pizzico di thrilling in più che non fa mai male: a spiccare è sicuramente l'unico punto conquistato dall'Inter in queste prime due giornate, bottino inaspettato dalle parti di Milano e non solo.
Ciò che sorprende sono anche gli zero goal messi a segno da Mauro Icardi, che un anno fa di questi tempi era già a quota quattro: decisivo soltanto nelle vesti di assistman per Perisic in occasione del momentaneo 1-0 sul Torino, prima che i granata effettuassero una clamorosa rimonta.
Non è un caso che senza le reti dell suo capitano l'Inter fatichi enormemente nel trovare i tre punti, diventati quasi una chimera da abbattere in occasione del prossimo impegno col Bologna, in programma sabato alle ore 18 allo stadio 'Dall'Ara'.
Contro i felsinei Icardi avrà l'opportunità di sbloccarsi contro una squadra che ha il suo stesso problema (zero le reti all'attivo per i felsinei), possibilmente replicando la rete dello scorso anno arrivata su calcio di rigore che evitò la sconfitta dopo l'iniziale vantaggio firmato da Simone Verdi.
Magari a Bologna sarà meno necessario quel lavoro di accompagnamento del gioco offensivo della squadra che più volte Luciano Spalletti gli ha chiesto di fare: e che effettivamente si è visto contro il Torino, segnale che qualcosa sta cambiando.
Il tecnico nerazzurro sa però che Icardi sa essere letale in area di rigore, il suo habitat per eccellenza. E magari non si offenderà se il suo raggio d'azione rimanga inevitabilmente qualche metro più avanti, a vantaggio dell'innata dote realizzativa che gli ha permesso di realizzare 110 reti in Serie A a soli 25 anni. Numeri da leader che dovranno ridiventare attuali per poter uscire da questo pericoloso tunnel.
L'argentino ha partecipato all'intervista disegnata sul settimanale '7' del 'Corriere della Sera', dove ha illustrato le ambizioni interiste con tanto di nuvoletta con all'interno i trofei del campionato, della Coppa Italia e della Champions League. Un pensiero anche per Javier Zanetti e per la massima di Alfredo Di Stefano, ad esaltare le qualità del gruppo nerazzurro: "Nessun giocatore è così bravo come tutti insieme".




