I tempi belli del sogno sono ufficialmente finiti: adesso è il momento della dura realtà, che afferma senza discussioni che il Twente è retrocesso in Eerste Divisie, appena 8 anni dopo aver vinto uno storico campionato di Eredivisie.
Il 5-0 esterno rimediato dal Vitesse ha segnato in maniera irreparabile quanto prevedibile il destino dei Tukkers: quando alla conclusione del campionato mancano 90 minuti, è matematicamente irraggiungibile sia la salvezza che il playout tra la penultima e la terzultima.
Una retrocessione dolorosa, ma probabilmente inevitabile. Troppe le difficoltà economiche del Twente, che qualche anno fa si è affidato al fondo d'investimento Doyen iniziando un'irrefrenabile discesa verso il baratro. Nel 2016 il club era già stato retrocesso d'ufficio in Eerste Divisie, riuscendo però a ribaltare in appello la sentenza della Giustizia Sportiva olandese.
E dire che il Twente è un club glorioso, ancorché giovane: nato appena nel 1965 dalla fusione di due precedenti entità, in bacheca può vantare tre Coppe e due Supercoppe d'Olanda, ma soprattutto lo storico campionato vinto nel 2010. Il primo e, fin qui, unico nella storia dei Tukkers. Seguito, nella stagione successiva, dalla doppia sfida all'Inter nei gironi di Champions League.
Era il Twente multietnico del danese Kenneth Perez, dello svizzero N'Kufo, del costaricense Bryan Ruiz, dello slovacco Stoch e di tanti altri. Straniero era anche l'allenatore: quello Steve McClaren reduce dal flop alla guida dell'Inghilterra. Un titolo storico e irripetibile. Oggi è il momento delle lacrime.




