Federico Di Francesco è uno dei migliori giovani della nostra Serie A, uno che a 23 anni ha sulle spalle due campionati di Serie C, uno di B ed è al secondo di A. Cosa che all'estero non farebbe notizia, ma in Italia - paese di vecchi anche nel calcio - purtroppo sì. L'esterno offensivo del Bologna sta facendo una buona stagione, anche se il recente infortunio ne ha frenato l'esplosione. Ed anche la squadra di Donadoni sta facendo bene, ma Federico non è tipo da accontentarsi.

Così come non è uno che sta ad ascoltare voci, critiche e pettegolezzi: "Essere il figlio di Eusebio Di Francesco è - e sarà sempre - un onore, mai un problema. I paragoni ci sono e ci saranno ma io vado avanti per la mia strada". Strada dritta e sguardo rivolto al futuro. Idee chiarissime per lui, ma anche per il Bologna: "Nel complesso stiamo facendo un buon campionato, anche se sono convinto che abbiamo le qualità per fare ancora di più. Il decimo posto a fine campionato, facendo più dei 41 punti conquistati l'anno scorso, sarebbe un bel traguardo. Significherebbe continuare in quel processo di crescita che abbiamo cominciato e che sta dando buoni risultati. Ora siamo insieme da un po' e il miglioramento è evidente: siamo diversi giovani in rosa, ma anche noi stiamo crescendo".

E per far capire il concetto, Federico fa un discorso molto attuale: "Pensate a Verdi quando era arrivato al Bologna un anno e mezzo fa e guardatelo oggi, lui sta maturando, così come tutta la squadra. Il Napoli è un altro ottimo esempio: ormai è un po' di tempo che giocano insieme e si vede. Poi loro hanno qualità eccezionali, quelli davanti sono tre fenomeni: hanno caratteristiche diverse, si completano e compongono un reparto d'attacco formidabile. Per ruolo, ovviamente, io guardo ad Insigne, Mertens e Callejon e devo dire che sono fortissimi: Insigne è formidabile nel tiro da fuori e negli assist, Mertens attacca la profondità come pochi al mondo, i tagli di Callejon sono unici. Il Napoli gioca davvero bene, è una delle squadre italiane che esprime il miglior calcio, ma ce ne sono altre, come la Roma, la Lazio e anche la stessa Juve quando è in forma, ma non chiedetemi chi vince lo Scudetto, perché coi pronostici sono proprio negato".
E a proposito di Napoli, di Verdi e della recente querelle di mercato che li ha visti protagonisti, Di Francesco la chiude così: "Non posso entrare in una decisione così personale come quella di Simone, di certo posso dire che - conoscendolo - è stata una scelta di cuore, perché Simone è un ragazzo d'oro. Probabilmente in questo modo ha voluto dimostrare la sua riconoscenza a Bologna e al Bologna, città e squadra che lo hanno accolto benissimo e sono state importanti nella sua crescita umana e professionale. E per questo meriterebbe solo un plauso".
"Mi auguro che il calcio italiano approfitti di questo difficile momento per cercare di cambiare. Ammiro Tommasi, è una persona che mi piace, ma soprattutto apprezzo il fatto che metta sempre il discorso tecnico al centro dei suoi progetti"
Guardando invece al suo futuro, ai suoi sogni, Federico tiene un profilo decisamente basso. Umiltà e lavoro, valori sui quali papà Eusebio ha sempre martellato: "La mia ambizione, come quella di tutti i calciatori, è ovviamente di crescere e migliorare giorno dopo giorno. Il mio obiettivo a breve termine è quello di riprendere il ritmo, ritornare alle prestazioni di inizio campionato e magari quanto prima anche al gol, che un po' mi manca: prima dell'infortunio stavo facendo bene, quello stop di due mesi mi ha inevitabilmente rallentato ma ora mi sto riprendendo. Come tutti, anche io ho i miei sogni nel cassetto ma preferisco non dichiararli, li custodisco dentro di me e lavoro ogni giorno per raggiungerli. Sono convinto che con sacrificio e determinazione riuscirò a realizzarli".

In un periodo in cui si respira pessimismo per il futuro del calcio italiano, il giovane Federico vede un barlume di speranza: "Dal punto di vista generale la qualità dei giovani italiani secondo me è buona e qualcosa nel sistema sta cambiando. Io ne sono la testimonianza: a 23 anni ho già disputato due campionati di C, uno di B e questo è il secondo di A. Non mi posso lamentare quanto a minutaggio. Mi auguro che il calcio italiano approfitti di questo difficile momento per cercare di cambiare e progredire. Ammiro Tommasi, è una persona che mi piace, ma soprattutto apprezzo il fatto che metta sempre il discorso tecnico al centro dei suoi progetti. Questo è importante". Giovane, bravo e maturo. Cosa chiedere di più?




