Zinedine Zidane non ne aveva mai abbastanza. Lui giocava prima della scuola, sulla strada per la scuola. Giocava durante l'intervallo, giocava dopo la scuola. E giocava per tutta la sera prima di tornare a casa solo quando il sole dava la buonanotte ai diseredati de La Castellane, periferia di Marsiglia.
Ha giocato così tanto che era inevitabile venisse notato da qualcuno. L'ex giocatore del Cannes, Jean Varraud, ha avuto fortuna nell'avvistare l'immenso potenziale di un talento alto e magro raccomandando Zidane al club dove avrebbe trascorso i primi tre anni della sua carriera.
Zidane si è trasferito al Bordeaux con poco clamore, sicuramente in contrasto rispetto a quanto sarebbe avvenuto negli anni a venire. Osservato dallo staff tecnico come un giovane introverso pieno di dubbi su sè stesso in un inizio di carriera insignificante.

Ma è stato nella città del vino che Zidane è maturato, fino al culmine della stagione 1995/96 che avrebbe cambiato la sua vita per sempre.
Nella stagione precedente aveva già mostrato i segni di una crescita. Fin dai suoi inizi mentre giocava a Place de la Tartane nel distretto nativo di Marsigilia, Zidane aveva sempre preteso la palla ma adesso mostrava più personalità che mai.
Lui aveva portato il Bordeaux al settimo posto in Ligue 1, che lo lasciava alle porte dell'Europa dietro le squadre che avevano centrato la qualificazione alla Champions League e alla Coppa UEFA. Il Bordeaux è quindi entrato nella Coppa Intertoto, torneo che regalava l'acceso alla Coppa UEFA.
Quando Zizou ha iniziato quella competizione, sei settimane dopo la fine della stagione precedente, era ancora considerato un talento giovane, ribelle e discontinuo che doveva ancora salire al livello successivo.
La Ligue 1 aveva istruito Zidane ma il campionato francese era diventato quasi una parentesi per la fioritura di un talento straordinario in vista di una grande campagna europea.

Questa è iniziata l'1 luglio con la vittoria per 6-2 contro gli umili svedese del Norrkoping quando Zidane ha relizzato una rete sontuosa, la prima delle due realizzate quella notte. A cui ne vanno aggiunti altri tre goal contro i tedeschi del Karlsruhe.
Poi arrivarono lo FK Vardar of Macedonia e i russi del Rotor Volgograd prima che Zizou incontrasse il Real Betis e il Milan.
Paolo Maldini, Patrick Vieira, Franco Baresi, Marcel Desailly, Roberto Baggio e compagni si erano dimostrati troppo forti nella gara d'andata a 'San Siro' ma al ritorno Zidane guidò il Bordeaux alla vittoria per 3-0 che valse la qualificazione al turno successivo dove fu eliminato anche lo Slavia Praga.
La finale avrebbe però portato una delusione con il Bayern Monaco che mise fine alla corsa del Bordeaux, orfano di Zidane e del capocannoniere Dugarry. Ma il segreto era ormai svelato.

Zidane aveva raggiunto la maggiore età. Ed era passato da essere un solido giocatore della Ligue 1, seguito da Blackburn e Newcastle, al trasferimento alla potente Juventus che si sarebbe rivelato il trampolino di lancio per diventare il giocatore più costoso del mondo al momento del passaggio al Real Madrid.
Il Bordeaux era arrivato quintultimo evitando di poco la retrocessione ma Zidane fu nominato Giocatore dell'Anno. Loro sapevano che era il suo tempo.
Il campionato francese aveva preso un adolescente timido e ansioso trasformandolo in uomo e in una superstar scatenata in tutta Europa. La trasformazione ha avuto luogo in 51 settimane durante le quali Zidane ha giocato 63 partite. Un anno in cui il sole è rimasto fuori un po' più a lungo del solito per il ragazzo di La Castellane.


