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Antonio Conte InterInter

Conte-Inter, i motivi del sì: "Un professionista cerca sempre nuove sfide"

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Nella lunga intervista esclusiva concessa a Paolo Condò su 'GQ', Antonio Conte spiega la scelta di accettare l'offerta dell'Inter nonostante il lungo passato alla Juventus tra campo e panchina.

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Una scelta che Conte vive come una nuova sfida da vincere e senza guardarsi indietro.

"Quando decidi di allenare azzeri ciò che hai fatto da giocatore, perché un calciatore può pensare di sviluppare la sua carriera in 1-2 club, un tecnico no, è consapevole che se tutto andrà bene lavorerà per diverse società. La motivazione del professionista è quella di trovare sempre nuove sfide, e dopo aver riportato al successo la Juve, aver sfiorato la semifinale europea con l’Italia e aver rilanciato il Chelsea vincendo la Premier e l’FA Cup in due anni, non vedo l’ora di riportare l’Inter dove le compete".

Conte d'altronde è convinto che all'Inter ci sia tutto per fare bene.

"Scudetto? Ci va leggero... Marotta è un dirigente che ha vinto tanto, se tu lo cerchi un minuto dopo che la Juve l’ha liberato vuol dire che hai intenzioni serissime, che non lasci nulla d’intentato per salire in cima. Parliamoci chiaro: a parte rare eccezioni, sono otto stagioni che in serie A non si lotta per il primo posto. L’Inter vuole cambiare questo stato di cose. Il primo concetto che farò passare? Si può fare, non abbiamo limiti...".

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Il tecnico quindi rivela di avere rifiutato l'offerta del Real Madrid.

"A volte rispondere no è dura, perché l’offerta può essere allettante sotto ogni punto di vista. Mi sono sono imposto una valutazione molto fredda, ho capito di non sentire quella situazione in quel momento".

Conte svela l'identikit del suo giocatore ideale citando due esempi.

"Il primo è Pirlo, un fuoriclasse capace di metterti la palla sul piede con un lancio di 70 metri, ma anche un mostro di determinazione degli allenamenti. Lo prendiamo alla Juve, perché il Milan non gli aveva rinnovato il contratto, fu la locomotiva del mio ciclo: potevo chiedere a tutti qualsiasi fatica, se hai Pirlo a tirare il gruppo nessuno si permette di fiatare. Il secondo è N’Golo Kante, perché la sua disponibilità arricchisce una squadra in modo incredibile. E con gente del genere che si vince".

Infine il nuovo tecnico dell'Inter lancia una frecciata a qualche collega secondo cui l'allenatore deve fare meno danni possibili.

"E' una sciocchezza dire nel calcio non si inventa più niente, perché si tratta di una materia in continua evoluzione, e se hai voglia di aggiornarti c’è un’infinità di soluzioni nuove messe a punto dei vari tecnici e adattabili ai propri principi di gioco. Ciò che conta è rielaborare e non scimmiottare".

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