“Il nostro mercato è chiuso. Dovevamo cedere dei giocatori e li abbiamo ceduti, dovevamo completare la rosa e lo abbiamo fatto. Siamo soddisfatti, adesso sarà il campo a dare i suoi giudizi”.
Con queste parole Daniele Pradè ha ufficialmente posto fine, con diversi giorni d’anticipo, al mercato della Fiorentina. Lo ha fatto proprio in occasione della presentazione di uno dei due rinforzi messi a disposizione di Cesare Prandelli per la seconda parte di stagione: Aleksandr Kokorin.
L’altro giocatore arrivato in riva all’Arno è Kevin Malcuit, elemento che a differenza del collega russo conosce già alla perfezione la Serie A, ma che proprio come lui è reduce da annate complicate.
Prandelli, per raggiungere la salvezza, ha chiesto prima di tutto una rosa snella. Sono quindi partiti Saponara, Duncan, Cutrone e Lirola, ovvero tutti uomini che non rientravano nei suoi piani, e i nuovi arrivati prenderanno il posto nel gruppo a sua disposizione proprio degli ultimi due.
COME ARRIVANO IN VIOLA KOKORIN E MALCUIT
Aleksandr Kokorin arriva dallo Spartak Mosca a titolo definitivo per una cifra che dovrebbe aggirarsi sui 5 milioni di euro e si è legato al club viola apponendo la firma su un contratto fino al 2024.
Per Kevin Malcuit si è invece trovato un accordo con il Napoli sulla base di un prestito secco. Si tratta di una formula che ha fatto storcere il naso a molti, ma che potrebbe essere letta in due modi: la possibilità che la Fiorentina abbia già deciso di affidare ad altre persone il progetto tecnico per il futuro e che quindi abbia voluto evitare esborsi, ma anche la volontà di tutelarsi qualora il Marsiglia decida di non riscattare Lirola.
Kokorin e Malcuit giocano in posizioni di campo diverse, ma sono accomunati da alcune cose. Entrambi hanno giocato poco ultimamente e quindi avranno bisogno di un po’ di tempo per ritrovare la miglior condizione (Malcuit è già considerato in gruppo) e entrambi sono stati voluti da Cesare Prandelli (per Kokorin pare che importanti siano anche stati i giudizi dati da Capello e Mancini, due tecnici che hanno avuto l’attaccante ai loro ordini).
COME CAMBIA LA FIORENTINA CON KOKORIN?
GettySono in molti a considerare Kokorin e Malcuit due scommesse, ma dal punto di vista prettamente tecnico, possono rappresentare due innesti giusti nella rosa gigliata.
Sull’attaccante russo pesano la sua fama da ‘bad boy’ (in conferenza stampa ha detto di aver voltato pagina e di volersi mettere alle spalle le note vicende del passato), ma anche i recenti infortuni che l’hanno tenuto ai box. Dal punto di vista fisico è tuttavia totalmente recuperato e nelle ultime settimane con lo Spartak si è spostato a Dubai per lavorare al caldo in ritiro con la sua squadra, ma gli servirà ancora qualche allenamento per mettersi al passo con i compagni.
Dal punto di vista tattico è una seconda punta molto dotata dal punto di vista tecnico, che ama spaziare su tutto il fronte d’attacco, mettersi a disposizione della squadra e puntare l’area avversaria. Per qualità e doti atletiche potrebbe essere la spalla ideale per Dusan Vlahovic. L’attaccante serbo, nel corso di questa stagione, ha spesso avvertito la mancanza di un vero partner con il quale dialogare in attacco e la cosa ha pesato non poco.
Al suo fianco ha sempre giocato Ribery in questo campionato, ma paradossalmente, pur essendo il più forte giocatore della Fiorentina, l’asso francese a volte si è anche rivelato essere una sorta di equivoco. Ama infatti giocare quasi da ‘regista’ d’attacco, cosa questa che lo tiene lontano dall’area di rigore, con la conseguenza che proprio Vlahovic spesso si trova da solo inghiottito dai centrali avversari.
Rispetto a Ribery, Kokorin è più attaccante e quindi con i suoi movimenti dovrebbe riuscire a favorire maggiormente il lavoro del giovane talento serbo.
Nel 3-5-2 sul quale Prandelli ha deciso di puntare, la posizione dell’ex Zenit è ovviamente tra i due d’attacco, al fianco di Vlahovic o all’occorrenza al suo posto (può giocare anche da punta centrale). Ovviamente non sarà semplice per lui riuscire a strappare una maglia da titolare a Ribery, ma quanto meno la Fiorentina avrà una valida alternativa a disposizione qualora il francese dovesse essere costretto ai box.
Sembra invece più complicato pensare ad un 3-4-3 con i tre in campo contemporaneamente, anche se questo modulo potrebbe essere utilizzato a partita in corso in caso di risultato sfavorevole.
COME CAMBIA LA FIORENTINA CON MALCUIT?
Getty ImagesKevin Malcuit è, nella rosa della Fiorentina, l’erede naturale di Lirola. Gioca in Italia dal 2018, da quando cioè il Napoli l’ha prelevato dal Lille, e di lui si sa praticamente tutto. Qualche perplessità è destata da un dato eloquente: nell’ultimo anno e mezzo è sceso in campo per un totale di soli 36’.
A frenarlo è stato una lesione al crociato e al menisco rimediata il 27 ottobre 2019 che l’ha costretto ad uno stop di nove mesi, ma anche il fatto che, nonostante l’infortunio alle spalle, non sia mai realmente entrato nelle rotazioni i Rino Gattuso.
Nel 3-5-2 di Prandelli il suo posto naturale è a destra, dove nelle ultime settimane si sono alternati Caceres e Venuti. Rispetto ai due compagni di squadra dovrebbe garantire qualcosa in più in fase di spinta.
Gli verrà quindi richiesto di fare ciò che non è riuscito con continuità a Lirola nel corso della sua parentesi in viola: coprire tutta la fascia e far sentire il proprio peso in fase di propulsione.
La sensazione è quella che Prandelli lo utilizzerà a seconda degli avversari. Contro squadre più forti contro le quali sarà necessario chiudersi saranno probabilmente Caceres e Venuti a contendersi una maglia, mentre contro compagini contro le quali sarà necessario proporre un qualcosa di più offensivo potrebbe essere lui il favorito per un posto nell’undici titolare.




