Otto minuti all'esordio contro la Repubblica Ceca, in panchina con la Turchia. Ad Euro 2016 Pedro il campo lo ha visto col contagocce, tanto è bastato per farlo 'sbottare'. Salvo poi far retromarcia.
L'esterno offensivo del Chelsea, a 'Movistar', si era lamentato dello scarso impiego con la Spagnain questa spedizione francese: "Avevo altre prospettive quando sono arrivato qui e attualmente non sta andando come pensavo. Essere un rincalzo non è facile e se non vedo continuità non vale la pena di continuare a essere in questo gruppo, nonostante mi trovi bene con i compagni".
"Pensavo di potere giocare di più perchè sono arrivato agli Europei molto bene - aveva aggiunto l'ex Barça - Uno vuole sempre giocare e dare il massimo".
Addirittura, Pedro aveva paventato un addio alle Furie Rosse: "A volte le situazioni arrivano a un punto in cui si deve prendere una decisione. Come è successo al Barcellona, bisogna saper riconoscere quando rimanere e quando andare via. Se dovrò lasciare il passo ad altri, lo farò".
Getty ImagesUno sfogo in piena regola, seguito però dal 'dietrofront' compiuto in conferenza: "Se qualcuno si è sentito offeso per le mie parole, sono pronto a chiedere scusa. Ho già parlato col ct e coi miei compagni, non c’è nessun problema. Loro hanno capito cosa intendessi dire".
"Essere qui è un sogno e sono felice per la fiducia - ha proseguito il 'jolly' d'attacco dei Blues - ma è ovvio che tutti vorrebbero giocare di più".
E Del Bosque? Il ct, in sala stampa, ha chiuso sul nascere il 'caso': "Ha avuto un momento di rabbia, è sempre stato una persona corretta. Ha solo detto ciò che pensano i 12 che non vanno in campo". Allarme rientrato dunque, almeno sembra.


