Da questa stagione la maglia numero 10 del Milan ha un nuovo padrone, il centrocampista turco Hakan Calhanoglu. Ai taccuini della Bild l'ex Bayer ha parlato di questi suoi primi mesi in rossonero e dei periodi della squalifica di 4 mesi comminatagli.
Il suo idolo è guardacaso un ex rossonero, il brasiliano Kakà. "Il mio modello è Kakà. Come me gli piaceva andare in profondità, dirigere il gioco. Mi piace prendermi delle responsabilità in campo e dare ritmo al gioco della mia squadra. Ho visto tanti suoi video su Youtube. In questo momento al Milan per me è tutto nuovo, faccio fatica con la lingua, non capisco nemmeno alcune indicazioni che mi vengono date".
Indossare la maglia numero 10 del Diavolo è qualcosa che sente in maniera particolare. "Non è facile arrivare al Milan ed indossare subito la maglia numero 10. Tante persone si aspettano qualcosa, sento addosso questa responsabilità. So che tutti gli occhi sono su di me. In estate il club ha speso molto e di conseguenza le aspettative nei confronti di tutti sono molto alte.Mi aveva chiamato pure Schmidt per andare in Cina, ma per me è troppo presto, sapeva bene che la trattativa non si sarebbe chiusa".
I mesi ad allenarsi senza poter scendere in campo sono stati molto difficili dal punto di vista mentale. "E' stato un periodo difficile per me. Andare la mattina fuori per allenarmi e poi non poter scendere in campo, mi sentivo inutile. Ho avuto tanti problemi a dormire in quei periodi, la squalifica non mi ha fatto bene dal punto di vista mentale.
Milano? Appena sono arrivato non è stato facile, mi hanno rubato gli scatoloni del trasloco che avevo lasciato in macchina. Non è un momento facile, ma questi momenti bisogna saperli affrontare".




