Hai più di 24 anni?

Help us verify your age by providing an honest response. This site contains gambling advertising for 24+.

Age-restricted content

Non hai l'età minima richiesta per visualizzare contenuti relativi alle scommesse. Verrai reindirizzato alla pagina iniziale.

alt
Pubblicità
Pubblicità
+18 | Contenuto Commercial | Si applicano Termini e condizioni | Gioca responsabilmente | Principi pubblicazione editorialiADM
Leonardo Bonucci Juventus 2019-20Getty Images

Bonucci non ha dubbi: "Se ci si ferma, meglio non assegnare lo Scudetto"

Pubblicità

Ancora cinque giorni di attesa e il calcio italiano potrà finalmente ripartire: spazio, inizialmente, alla Coppa Italia con il ritorno della semifinale tra Juventus e Milan, a cui seguirà poi Napoli-Inter in vista della finalissima programmata per il 17 giugno.

L'augurio di tutti è che si possa arrivare alla regolare fine della stagione senza intoppi: è anche quello di Leonardo Bonucci che, intervistato da 'La Gazzetta dello Sport', ha detto la sua riguardo la decisione da adottare in caso di un nuovo stop.

"Io spero che si arrivi alla fine normale del campionato. Se non fosse così nascerebbero un sacco di storie, polemiche, ricorsi... Io non sono favorevole ad altre ipotesi. Se ci si ferma, meglio finirla lì e non assegnare nulla. Speriamo di arrivare al 2 agosto e decretare un vincitore. Sperando sia la Juve...".

Tra Allegri e Sarri tante differenze: il primo è un mago della gestione del gruppo, il secondo adora immergersi nella tattica per far giocare bene le sue squadre.

"Sono evidenti. Allegri è bravissimo a gestire lo spogliatoio, i momenti più difficili di una stagione, a far capire alla squadra come gestire il tempo di un match. Lui, nei suoi cinque anni, in questo è stato un maestro. Sarri è un meticoloso, appassionato di tattica, a cui piace far giocare bene la squadra. Ha imparato anche lui, in questi mesi di Juve, cosa significa stare nel mondo bianconero, in cui, per l’esposizione, non viene mai perdonato nulla. Da quando è con noi ho visto una crescita importante. Ha un gran bagaglio di conoscenze calcistiche ma ha saputo mettersi in discussione, ha avuto l’umiltà di capire le dinamiche di questo collettivo. Sono stato piacevolmente sorpreso, davvero. Abbiamo contatti quotidiani, momenti di confronto. È uno che vuole migliorare. Come voglio migliorare io, capendo il suo calcio. Che è originale, diverso da quelli che ho conosciuto prima".

La scelta del trasferimento al Milan nel 2017 fu un po' troppo affrettata: nonostante le difficoltà incontrate a livello sportivo, Bonucci è migliorato sotto il profilo umano.

"Sì, fu un anno difficile per me. Sia a livello personale che lavorativo. C’erano stati screzi e io, alla fine, specie dopo la sconfitta in Champions, ho preso una decisione poco lucida. Però devo dire che quella scelta, che certo mi ha condizionato la carriera, mi ha migliorato come uomo. Quei mesi al Milan mi hanno consentito di guardarmi dentro e capire che il mio posto era nella Juventus, in questa che sento come la mia famiglia. Ho conosciuto al Milan persone belle, prima tra queste Rino Gattuso. È stato un anno difficile. Ma non inutile. Al termine del quale sono stato molto contento di tornare a casa".

Cristiano Ronaldo in forma perfetta: nemmeno la lunga quarantena ha intaccato la sua integrità fisica.

"Come l'ho trovato? Come l’avevo lasciato. Lui è un super atleta, grande professionista. Mi ha raccontato quello che ha fatto per mantenere la forma durante la quarantena. Si è presentato in condizione perfetta. Lui non riesce a stupire, è un fuoriclasse, da tutti i punti di vista".

Nessun dubbio su chi sia stato l'attaccante più difficile da marcare.

"Non si sorprenda, se le dico Zapata. È grande, spigoloso, ha potenza, è rapido. Quando lo affronto ho un pensiero in più. I grandi giocatori colpiscono appena perdi concentrazione. Lo vedo in allenamento con Ronaldo, Dybala, Higuain, Douglas Costa. Appena sei meno presente, ti fulminano".

Infine un rimpianto: a Bonucci sarebbe piaciuto giocare insieme ad uno come Zlatan Ibrahimovic, affrontato solo da avversario.

"Mi sarebbe molto piaciuto giocare con lui. È un leader, ha personalità, è forte. Sarebbe stato bello affrontarsi in allenamento. Ha una faccia da duro, ma è una persona buona. In campo i giocatori che hanno carattere, che sono sempre animati dalla voglia di vincere ti regalano stimoli unici. Ed è quello che cerco, sempre. Stimoli, per migliorare".

TI È PIACIUTA QUESTA STORIA?

Aggiungi GOAL.com come fonte preferita su Google per vedere più articoli della nostra redazione.

Segui GOAL su Google