A Parigi, sponda PSG, c'è caso e caso. C'è il caso Neymar più Cavani, che per forza di cose ha monopolizzato l'attenzione dei media sportivi francesi e mondiali. E c'è l'altro caso, quello di Ben Arfa, uno dei tanti attaccanti a disposizione di Emery, insieme ai già citati due campioni titolari, a Mbappè e compagnia.
Arrivato nell'estate 2016 per provare a sostituire, almeno in parte, Ibrahimovic, Ben Arfa è scomparso dai radar del PSG da qualche mese. E' in squadra, ma non è in squadra. Fa parte del team parigino, ma non è mai stato convocato da Emery in questa stagione, nè tantomeno inserito nella lista Champions. Hatem passa all'attacco.
Jean-Jacques Bertrand, avvocato di Ben Arfa, ha denunciato il PSG alla commissione giuridica della Lega francese: "Abbiamo inviato una denuncia per discriminazione contro l’atleta. Il metodo usato è di carattere psicologico. Martedì gli hanno chiesto di allenarsi con le riserve per non disturbare la preparazione della partita contro il Bayern Monaco".
All'Equipe, Bertrand ha spiegato come questa situazione sia iniziata a luglio: "E' stato avvisato che non sarebbe partito per la tournée negli Stati Uniti solo il giorno prima". I compagni nelle riserve del PSG parlano di comportamento esemplare del giocatore, ma dopo essere stato riaggregato alla prima squadra giovedì, Ben Arfa è stato nuovamente rispedito con le riserve il giorno dopo. Senza spiegazioni.
Legato al PSG fino al 2018, percepisce la cifra monstre di 7 milioni di euro: monstre perchè non gioca oramai con il team parigino dalla scorsa stagione e difficilmente resciderà con la società di Al-Khelaifi rinunciando a tale ingresso nelle proprie tasche.
Ben Arfa aveva già minacciato il PSG qualche settimana fa, avvisando di essere pronto a passare alle vie legali in mancanza di cambiamenti all'orizzonte: nulla di fatto e guerra aperta. Si chiude la questione Neymar-Cavani (forse...), si riapre prepotentemente un'altra.




