10 sconfitte in 20 partite: Inter mai così male da un secolo

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Dal 1921/22 l'Inter non iniziava così male una stagione. E, in campionato, i 6 ko ricordano quelli del 2011/12. La soluzione? Un possibile cambio di modulo.

Ha iniziato Roberto Mancini, trascinatosi faticosamente fino a pochi giorni dall'inizio del campionato. Ha proseguito Frank de Boer, esonerato dopo una serie di tonfi e incapace di trovare il bandolo della matassa. Sta completando l'opera Stefano Pioli, pure lui già conscio delle difficoltà. Morale della favola: l'Inter non gira, a prescindere da chi ne occupa la panchina.

Che quella dei nerazzurri sia una stagione più che mai storta e complicatissima da raddrizzare è certificato dai numeri: tra campionato ed Europa League, Icardi e compagni hanno perso ben 10 delle 20 partite disputate da agosto. Ovvero una ogni due, l'ultima quella di venerdì a Napoli. Un'enormità, per una squadra costruita per un ritorno in Champions League che manca ormai da 4 anni.

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Come sottolinea il 'Corriere dello Sport', era da quasi un secolo che l'Inter non iniziava così male una stagione: nel 1921/22 i nerazzurri persero 13 delle prime 20 partite, record negativo tuttora ineguagliato. Restringendo l'analisi al campionato, poi, i 6 ko nelle prime 15 giornate ricordano in tutto e per tutto quelli del 2011/12, la disgraziata annata in cui in panchina si sono seduti Gasperini, Ranieri e Stramaccioni.

Non certo migliori le medie stabilite fino a questo momento dalla squadra in Serie A: 1,4 punti a partita. Leggermente meglio ha fatto Pioli rispetto a de Boer: 1,33 contro 1,27. Ma è troppo poco, evidentemente, per sperare di ottenere un posticino in Europa. Preoccupa anche il dato delle reti subite: 22, ovvero 1,46 a partita.

La soluzione? Lavorare, lavorare, lavorare. La pensa così Pioli, che oggi ha annullato il giorno di riposo inizialmente previsto convocando i giocatori alla Pinetina per allenarsi. Tutti in campo alle 15, mentre la Serie A darà il calcio d'inizio: un modo per far capire ai giocatori, peraltro ripresi aspramente dall'allenatore, che così proprio non può funzionare.

Ma la medicina per curare un malato che pare cronico potrebbe anche essere rappresentata da un cambio di modulo: le 10 reti in 4 partite prese dall'Inter sotto la gestione Pioli dimostrano che il progetto offensivista pensato a inizio stagione non può andare avanti. Troppi i giocatori offensivi, pochissimi quelli che fanno filtro: uno di questi, Medel, è pure infortunato. L'abbandono del 4-2-3-1 potrebbe essere alle porte.

 

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