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Motta LazioGetty Images

"Yildiz è il più forte giocatore che ho visto in Italia, fa tremare": Edoardo Motta sceglie il numero 10 della Juventus

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Kenan Yildiz è il giocatore più forte della Serie A? Ne è sicuro Edoardo Motta.

Il giovane portiere della Lazio, cresciuto nelle giovanili della Juventus, ha rilasciato una lunga intervista a Massimo Giletti per 'Tuttosport'.

Motta ha anche parlato della sua passione per il ruolo, della grande notte vissuta in semifinale di Coppa Italia e dell'eterno confronto tra Messi e Cristiano Ronaldo facendo una scelta precisa.

  • "YILDIZ IL PIÙ FORTE"

    Alla domanda su chi sia il giocatore più forte che ha visto in Italia, Edoardo Motta non ha dubbi: "Yildiz: fa tremare, è un talento puro".

    Poi mette in ordine i portieri italiani: "Donnarumma, Carnesecchi, Vicario" e gli attaccanti: "Kean, Immobile, Scamacca".

  • MESSI MEGLIO DI CRISTIANO RONALDO

    Edoardo Motta non ha nessun dubbio neppure quando deve scegliere tra Lionel Messi e Cristiano Ronaldo.

    "Messi perché fa prevalere il talento sul lavoro: non è costruito come Ronaldo" ha dichiarato il portiere della Lazio.

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  • LA SCELTA DI FARE IL PORTIERE E L'IDOLO CECH

    "In porta perché scarso con i piedi? No. Ho scelto io di fare il portiere. A casa mia non avevamo un giardino e si giocava spesso sulla ghiaia. Anche se mi facevo spesso male, tuffandomi, non mi importava nulla: volevo fare il portiere e basta, fin da subito" sottolinea Motta.

    L'idolo da bambino era soprattutto uno: "Si: Petr Čech, il portiere del Chelsea. Lo trovavo iconico per via del caschetto di protezione che portava in testa. Mi affascinava il suo modo di essere. Certamente, in Italia, lo è stato Gigi Buffon".

    E proprio da Buffon ha cercato di rubare qualche segreto quando ancora era alla Juventus: "Ho una stima immensa per Buffon, lo vedevo giocare da bambino, quando mi allenavo a Vinovo, e cercavo di carpirgli qualche segreto. Sono felice che fenomeni come Gigi o leggende viventi come Dino Zoff mi seguano e analizzino le mie parate. È una responsabilità enorme, ma anche motivo di orgoglio".

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  • I RIGORI PARATI CONTRO L'ATALANTA

    Motta infine confessa il segreto dei quattro rigori parati nella semifinale di Coppa Italia contro l'Atalanta.

    "Avevo studiato con i preparatori tutti i particolari dei possibili rigoristi nerazzurri. Era nascosto tutto in un bigliettino, che avevo messo dentro la borraccia che porto sempre con me. L’ho nascosto in un asciugamano perché non volevo che qualcuno lo vedesse. Adesso me lo tengo sul comodino come ricordo. Quando ho parato il tiro di De Ketelaere ero talmente concentrato che non avevo capito che era stata la parata decisiva, quella che chiudeva il match" ammette Motta.

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