Non soltanto le presunte “bussate” alla porta della sala VAR di Lissone.
Secondo quanto ricostruisce La Repubblica, al centro dell’indagine della Procura di Milano sul mondo arbitrale sarebbe emerso anche un sistema di segnali codificati utilizzato tra gli addetti al video arbitraggio per orientare le decisioni durante le partite.
Un vero e proprio linguaggio silenzioso, ribattezzato con ironia “Gioca Jouer”, in riferimento al celebre tormentone di Claudio Cecchetto.
Il meccanismo avrebbe consentito di indicare ai varisti se richiamare o meno l’arbitro al monitor per una revisione, nonostante il protocollo preveda piena autonomia di giudizio degli ufficiali presenti davanti agli schermi.


