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Juventus v SSC Napoli - Serie A 2026/27Getty Images Sport

Perché Zhegrova non gioca mai titolare: alla Juventus è tra i più decisivi, ma è sempre partito dalla panchina

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La palla condotta con il sinistro da destra al centro, l'appoggio ad Alajbegovic. Poi, certo, il grosso l'ha fatto il bosniaco. Ma la verità è che c'è stato un bel po' di Edon Zhegrova nell'1-0 della Juventus contro il Napoli.

Non è una novità: in altre occasioni il kosovaro ex Lille aveva lasciato il segno. In un modo o nell'altro. Ovvero con un assist, ma anche andando direttamente a bersaglio senza far segnare un altro compagno.

Eppure, c'è una sorta di paradosso che aleggia attorno a uno dei giocatori più decisivi della Juventus in questo avvio di stagione: Spalletti non lo ha mai schierato titolare. Mai. Neppure una volta.

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  • DUE RETI E DUE ASSIST DA SUBENTRATO

    Al massimo, Zhegrova in una singola partita ha giocato 45 minuti più recupero. Ovvero il secondo tempo. È accaduto due volte: la prima a Cagliari e la seconda in casa del Genoa, rispettivamente al posto di Conceiçao e di Alajbegovic, entrambi deludenti.

    Per il resto, l'ex giocatore del Lille si è dovuto di fatto accontentare delle briciole: è accaduto sei volte, l'ultima proprio contro il Napoli, gara nella quale ha disputato solamente la mezz'ora finale. Una settimana prima, nel 2-0 di Lecce, non era neppure entrato in campo dalla panchina.

    Presenze dal primo minuto, invece? Zero, come già accennato. Nemmeno l'infortunio di Conceiçao contro la Lazio gli ha aperto le porte della titolarità. Spalletti è andato avanti per la propria strada, evitando costantemente di inserirlo nella formazione bianconera di partenza weekend dopo weekend.

    Eppure i dati dicono che Zhegrova è uno dei giocatori più decisivi di questa Juventus. Più di Kolo Muani, ad esempio. Due sono i goal segnati dal kosovaro, ovvero la doppietta contro il Sassuolo. Identico il numero degli assist: il primo per Bremer contro l'Atalanta e il secondo, appunto, per Alajbegovic contro il Napoli.

  • Edon Zhegrova JuventusGetty

    NEMMENO IN LISTA UEFA

    Il paradosso è ancor più corposo se si considera un altro aspetto: Zhegrova, come noto, non è nemmeno stato inserito da Spalletti nella Lista UEFA per la prima fase dell'Europa League.

    Contro l'AZ, giovedì, il mancino diventerà dunque un semplice tifoso tra i tifosi. Come del resto era già accaduto nelle prime tre giornate della Fase Campionato, contro il NEC, il Celta Vigo e infine il Rennes.

    "Si tratta di una scelta di Spalletti - diceva Zhegrova all'inizio di ottobre, intervistato da Sportmediaset dopo una partita della propria Nazionale - qualsiasi cosa venga decisa io farò del mio meglio per il club e rispetto ogni decisione".

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  • UN GIOCATORE "DA MEZZ'ORA?"

    Il paradosso, in realtà, è tale solo parzialmente. Perché la sensazione generale è che Zhegrova venga visto da Spalletti come un giocatore da ultima mezz'ora, quello che entra in campo e spariglia le carte contro un avversario stanco e meno lucido. Come accaduto contro il Napoli, ad esempio.

    Dopo la partita persa contro il Sassuolo, l'allenatore lo aveva definito "imprendibile e imprevedibile quando crea questi uno contro uno nello stretto". Ma aveva aggiunto immediatamente che "poi magari una palla la tiene troppo, magari perde un pallone facile e non ha la qualità di rincorrere sulla fascia".

    Ecco: Spalletti per puntare dall'inizio su un calciatore cerca anche altro. Cerca la continuità di rendimento, aspetto su cui Zhegrova - anche a causa dei problemi fisici, va detto - ha sempre peccato. E cerca un lavoro "totale" che lo sbarazzino Edon fatica a svolgere.

    Lo stesso Lele Adani, dopo il secondo tempo di Cagliari nel quale proprio Zhegrova aveva contribuito a riaccendere la Juventus, aveva dato una definizione piuttosto chiara e senza troppi peli sulla lingua dell'esterno kosovaro: un giocatore di qualità e con potenzialità, sì, ma sul quale difficilmente si può puntare dal primo minuto.

    "Zhegrova è un giocatore da mezz'ora: alla Juve possono esserci questi calciatori? Ci vogliono giocatori che siano pronti a fare i titolari, non giocatori da trenta minuti. Zhegrova è un calciatore funzionale per il sesto posto, ma il passo in avanti lo fai quando uno come lui ti fa tre partite consecutive".

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  • DA CONCEIÇAO AL NUOVO MODULO

    Altro discorso da tenere in ovvia considerazione: non è che la Juventus sia mai stata così scoperta sulla fascia destra della trequarti. Anzi.

    In quella zolla di campo, la stessa di Zhegrova, c'è Francisco Conceiçao. Ovvero uno su cui Spalletti ha sempre puntato parecchio e a cui l'allenatore toscano, diversamente da quanto fatto col suo collega, non ha mai negato una maglia da titolare.

    Si dirà: ma ora Conceiçao non c'è, si è fatto male e tornerà solamente dopo la sosta. Vero, ma l'infortunio del piccolo portoghese e il clamoroso tonfo interno contro la Lazio hanno indotto Spalletti a modificare qualcosa a livello tattico. Frustrando, di nuovo, le speranze di Zhegrova.

    Contro il Rennes, il Lecce e il Genoa, la Juve è scesa in campo con un 3-5-2 che ha penalizzato non solo lui, ma anche Alajbegovic. Spalletti ha poi cambiato nuovamente, passando a una sorta di 3-4-3 contro il Napoli, ma dando fiducia solo al bosniaco assieme alla coppia Woltemade-Kolo Muani.

    Gli spazi per Zhegrova, in un modo o nell'altro e con un modulo o l'altro, sembrano insomma non esserci mai. E di sicuro non ci saranno contro l'AZ. Anche se si parla di uno dei giocatori più impattanti della Juventus da agosto a oggi.

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