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Venezia FC v FC Internazionale - Serie A 2026/27Getty Images Sport

"Non è tutto da buttare", ma Chivu deve ritrovare la vera Inter: cosa non ha funzionato nel derby e cosa può cambiare

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"Non è tutto da buttare" ha ripetuto più volte Cristian Chivu dopo l'ennesimo derby perso dall'Inter.

La maledizione della stracittadina continua per i nerazzurri che contro il Milan sono stati affondati subito dal micidiale uno-due nei primi dieci minuti.

Una situazione che a dire il vero si era già verificata spesso durante questo inizio di stagione, ma quasi sempre l'Inter era poi riuscita a rimettere le cose a posto sfruttando la netta superiorità tecnica rispetto agli avversari.

Stavolta invece neppure il goal di Bastoni è bastato per tornare in partita. E nel secondo tempo, di fatto, Maignan ha rischiato pochissimo. Anche perché in attacco l'assenza di Lautaro Martinez ha pesato, eccome.

Ma cosa non ha funzionato nell'Inter e cosa può cambiare Chivu?

  • LE COSE DA SALVARE

    Partiamo da un presupposto: Chivu ha ragione, non basta una sconfitta seppure pesante nel derby per buttare via tutto.

    L'Inter d'altronde in classifica resta comunque davanti a tutti, Lazio esclusa. Ed è ancora oggi nettamente favorita nella corsa Scudetto.

    Quella contro il Milan peraltro è stato il primo vero passo falso di tutto il campionato visto che i nerazzurri le avevano vinte tutte pareggiando solo all'Olimpico contro la Roma.

    E forse, con un pizzico di fortuna, la squadra di Chivu avrebbe potuto rimettere le cose a posto anche stavolta se poco prima del 3-1 di Moreira non ci fosse stata la clamorosa parata di Maignan che ha evitato il 2-2.

    Le buone notizie però finiscono qui e aprono invece diversi interrogativi in vista del prosieguo di stagione.

  • UN ALTRO APPROCCIO SBAGLIATO

    Uno dei problemi principali manifestati dall'Inter è sicuramente quello relativo all'approccio alle partite.

    I nerazzurri erano già andati sotto di due goal contro Napoli, Real Madrid, Udinese e Roma. Anche se alla fine avevano perso solo una volta.

    Mentre sul campo del Bologna e in casa contro la Fiorentina, l'Inter ha dovuto rimontare un goal, vincendo in entrambe le occasioni. Cosa non riuscita contro il Brugge in Champions.

    "Abbiamo avuto un approccio sbagliato. Prima dell'intervallo abbiamo regalato un altro goal. Ci dispiace, ci aspettavamo di fare meglio. Dobbiamo migliorare sull'approccio, sugli atteggiamenti, sulla determinazione" ha ammesso Chivu dopo il derby.

    Ora però tocca allo stesso Chivu lavorare su un aspetto che alla lunga rischia di compromettere altre partite, perché quando il livello degli avversari si alza recuperare non è sempre possibile.

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  • L'INTER HA POCA FAME

    L'impressione che si ha guardando giocare l'Inter soprattutto nei primi minuti è quella di una squadra sazia. O forse troppo consapevole della sua forza.

    Una consapevolezza data dalle vittorie di Scudetto e Coppa Italia della scorsa stagione che evidentemente il gruppo non ha ancora del tutto metabolizzato, come ammesso da Chivu.

    "Abbiamo le nostre colpe per l'atteggiamento, per la leggerezza quando difendiamo. L'anno scorso avevamo più cattiveria, bisogna ritrovarla. Non è mai semplice giocare ogni tre giorni e fare una stagione con la fame e la determinazione giusta dopo aver vinto.

    Dobbiamo ritrovare i piedi per terra, più determinazione. Non è tutto da buttare ma a volte ci specchiamo troppo nel passato, in quello che abbiamo costruito" ha dichiarato l'allenatore nerazzurro.

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  • DOVE SONO I LEADER?

    E poi ci sono i singoli, quelli che spesso nelle grandi squadra ti tirano fuori dai guai e guidano i compagni.

    L'assenza di Lautaro Martinez nel derby si è fatta sentire, eccome. Anche perché Marcus Thuram è rimasto completamente isolato a causa delle precarie condizioni fisiche di Bonny e Pio Esposito.

    Una situazione che ha costretto Chivu a cambiare l'assetto tattico schierando un inedito 3-4-2-1 con Sucic e Diouf alle spalle del francese. Scelta che non ha decisamente pagato.

    Chivu ha spiegato: "Siamo stati costretti a cambiare per Pio non è stato bene in questi giorni. Bonny aveva la febbre e ha vomitato tutta la notte. Diouf doveva attaccare di più lo spazio, pensavamo che fosse la soluzione migliore, abbiamo dovuto adattarci alle emergenze".

    Chi era in campo però non ha brillato, anzi. Era lecito aspettarsi molto di più ad esempio da Nicolò Barella che invece è stato tra i primi ad affondare, prima perdendosi Rabiot sul secondo goal del Milan e poi provocando in modo ingenuo la punizione da cui è arrivata la rete di Moreira.

    C'è poi il caso Dimarco. Anche nel derby l'esterno nerazzurro, punto fermo dell'Inter nella scorsa stagione, è partito dalla panchina. Un segnale chiaro di come qualcosa si sia rotto forse anche a causa della trattativa in corso per il rinnovo del contratto. Un altro leader di cui la squadra di Chivu oggi sente la mancanza.

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