La partita all'Azteca inizia con un'ora di ritardo causa maltempo, ma la vittoria del Messico arriva ancora una volta puntuale: 4 su 4 per il Tri, che sogna e fa sognare.
I padroni di casa chiudono la pratica già nel primo tempo, quando Quinones (poi premiato come "man of the match" Fifa) sblocca il risultato salendo a quota 3 nella classifica marcatori e serve la palla del raddoppio a Raul Jimenez.
Il ct argentino dell'Ecuador, Beccacece (che promuove capitano Moises Caicedo del Chelsea) prova a dare la scossa con un doppio cambio in difesa a inizio ripresa (fuori anche il centrale Ordonez del Bruges, autore di un errore in occasione della rete del 2-0) ma la musica non cambia: l'unico a rendersi pericoloso dalle parti di Rangel è Yeboah del Venezia e la squadra chiude in 10 uomini dopo l'espulsione di Hincapie al 95°decisa dall'arbitro sloveno Vincic al Var per essersi coperto la bocca con la mano come segnalato dal milanista Santiago Gimenez, entrato dalla panchina.
Il Messico diventa così la prima nazionale a iniziare la fase finale dei Mondiali con 4 vittorie senza subire goal dai tempi dell'Italia nel 1990: notti magiche all'Azteca come all'Olimpico di Roma 36 anni fa.


