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Marotta tra Inter e Nazionale: "Vergognoso il linciaggio a Bastoni. Italia? Mancano i talenti, è dal 2006 che non siamo competitivi"

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Non è stata una settimana facile per il calcio italiano che, dopo la terza delusione consecutiva nel giro di otto anni, ha provato a ripartire dalla Serie A.

A chiudere la domenica di Pasqua c’è il big match di San Siro tra Inter e Roma, una sfida che mette in palio punti fondamentali per la corsa a Scudetto e Champions League.

A parlare prima della partita ci ha pensato il presidente nerazzurro Beppe Marotta, che ai microfoni di DAZN ha affrontato due dei temi più caldi: la situazione legata a Alessandro Bastoni e i problemi alla base del calcio italiano.

  • "IMPORTANTE VINCERE PER AVERE MAGGIORI STIMOLI E SICUREZZE"

    "Match point? Chiaro che mancano ancora otto partite, ci sono 24 punti a disposizione e sono tanti. La vittoria darebbe maggiori stimoli e sicurezze, è importante fare risultato pieno. Vedo però che è ancora una fase interlocutoria, anche tra le squadre che lottano per la salvezza. In questo finale sarà dura sia contro le squadre di testa che contro quelle di provincia".

  • "VERGOGNOSO IL LINCIAGGIO VERSO BASTONI"

    "Bastoni? È vergognoso che Bastoni sia al centro di questo continuo linciaggio come se fosse colpevole di chissà cosa. Se parliamo dell'eliminazione dei Mondiali ha origini più lontane. Un ragazzo della sua età non merita questo tipo di trattamento, si sbaglia nella vita ma in Italia sono tutti psicologi, esperti di calcio e si analizzano le situazioni senza sapere con chi si ha a che fare, sia come uomo che professionista. Ha sbagliato, lo abbiamo riconsciuto tutti, ma è umano ed è normale che un ragazzo della sua età possa incorrere in una cosa del genere. Bastoni è un patrimonio dell'Inter e del calcio italiano. Leggevo che è quasi obbligatorio che lasci l'Inter, ma al momento non ci sono le condizioni. Poi come per tutti i giocatori, sono situazioni che affronteremo".

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  • "IN ITALIA CI SI IMPROVVISA ESPERTI: LA VERITÀ È CHE MANCANO I TALENTI"

    "Da chi deve ripartire il calcio italiano? Sarebbe lungo parlarne, dico solo che la rassegna stampa di questi giorni era molto corposa. Tutti si improvvisano esperti di questo fenomeno di sport e sociale. Questa crisi va portata in una analisi più ampia. È dal 2006 che l'Italia non è competitiva, al di là della parentesi della vittoria degli Europei. Oggi mancano principalmente i talenti. Come mai il Friuli-Venezia Giulia, che negli anni '70 ha avuto campionati come Zoff, Capello, Collovatti o Del Neri, che hanno rappresentato l'Italia, oggi non produce più talenti? Bisogna capire perché mancano i talenti. Ad oggi prevale la litigiosità, ma dobbiamo trovare una strada unica per tutti".

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