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Inter Como GOAL GFX HDGetty GOAL

Le difficoltà in attacco e le scelte obbligate di Fabregas: cosa ci ha detto Inter-Como sui comaschi

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Bisogna partire dai dati, nonostante quando si parla di Cesc Fabregas e del Como si è soliti anteporre il gioco al resto: la formazione biancoblu non ha mai battuto l'Inter da quando ad allenarla è lo spagnolo. Ma non solo: ha quasi sempre perso.

Delle 7 partite giocate contro i nerazzurri dal ritorno in Serie A, e contiamo anche le sfide in Coppa Italia, i comaschi ne hanno perse 6, pareggiando 0-0 nell'andata delle semifinali della stessa Coppa. E qui viene un dubbio profondo: cosa succede alla squadra di Fabregas quando gioca contro l'Inter?

Perché alla vigilia, forse spinti dall'1-9 rifilato al Lens in Champions League, forse motivati dalle premesse dell'ennesima prova messa a disposizione al Como direttamente dalla classifica, che in caso di vittoria avrebbe superato proprio i nerazzurri, tutti si aspettavano un epilogo diverso dal solito. E invece no: i giocatori allenati dallo spagnolo faticano, non riescono a esprimersi, balbettano e perdono a San Siro. Fermandosi sul più bello, di nuovo.

  • LE SCELTE OBBLIGATE PER FABREGAS?

    Pochi minuti prima dell'inizio della partita tra Inter e Como, a San Siro, Cesc Fabregas ai microfoni di DAZN, rispondendo alla domanda di Andrea Stramaccioni sulla scelta di andare con la coppia di difensori centrali in una linea a quattro e non con una linea a tre (come fatto negli anni passati contro i nerazzurri) ha parlato di emergenza.

    "È vero che nelle ultime partite contro l’Inter abbiamo cambiato modo di difendere, oggi non lo abbiamo fatto perché abbiamo solo due difensori centrali e possiamo giocare solo a due".

    Ed è vero, considerando l'infortunio di Trevoh Chalobah e che Alberto Dossena e Willy Kambwala, come spiegherà nel post lo stesso tecnico, non stavano bene, ma la strada tracciata da inizio stagione, e basata sul 4-2-3-1, dovrebbe andare oltre la singola partita, se si parla di "identità".

    D'altronde è lo stesso Fabregas a parlarne quando gli viene chiesto del cambio in porta e della scelta di schierare Robert Sanchez al posto di Jean Butez.

    "Quando tu credi tanto nella tua squadra non è importante chi gioca, ma è importante quello in cui crediamo noi".

    Ma allora dov'è mancato il Como a San Siro?

  • UN COMO DIVERSO

    A suggerirci una via per comprendere quello che è successo ci ha pensato Carlos Augusto che, dall'altra parte della barricata, ha parlato di quel che è riuscito all'Inter. E, così, possiamo anche dire quel che non è riuscito al Como.

    "Siamo stati aggressivi perché conosciamo la loro qualità e sappiamo che hanno un grande palleggio: essendo stati aggressivi siamo riusciti a togliere un po' di spazio e lasciar meno il possesso del pallone, visto che sappiamo che il Como sa far male quando è in controllo della palla. Sapevamo che se fossimo riuscire a chiudere gli spazi e togliere i tempi di gioco avremmo tenuto noi il possesso".

    Se la formazione di Cesc Fabregas non è riuscita a essere pienamente se stessa, insomma, una parte del merito Cristian Chivu deve prenderselo.

    Resta incompiuto, quindi, il progetto del tecnico spagnolo, almeno per il momento: un po' perché gli uomini a disposizione sono quelli (Anastasios Douvikas non ha un ricambio in attacco, viste le condizioni di Moise Kean, per citare un tema), ma tutto il resto è concettuale. Perché per fare il salto definitivo e competere per lo Scudetto deve sapersi anche snaturare. Bel al di là del concetto di "futbol" a cui spesso ci si appella.

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  • COSA MANCA A QUESTO COMO?

    Nonostante la battuta d'arresto dopo 6 vittorie consecutive, Cesc Fabregas confida nel suo progetto.

    "Non abbiamo iniziato bene sin da subito, abbiamo iniziato a sbagliare qualche passaggio e abbiamo perso fiducia. Oggi non è un giorno per ammazzare nessuno, ma per ringraziare i ragazzi per quello che stanno facendo".

    Proseguendo con l'intervista a DAZN, lo spagnolo ha parlato di quello che manca.

    "Loro hanno fatto 13 falli e lo fanno bene, noi abbiamo fatto 5 falli e queste cose possono incidere nelle partite a volte. Questi dettagli ti fanno capire l'esperienza che hanno loro e a noi questa manca un pochettino".

    L'essere bravi a leggere le situazioni di gioco, spezzandole, dettandole, ecco, questo è uno dei lati su cui il Como può migliorare per avvicinarsi all'Inter e sperare di competere per un titolo. Al terzo anno consecutivo dal ritorno in Serie A, nonostante l'ennesima sconfitta contro i nerazzurri, Fabregas può ritenersi soddisfatto come sostiene? Possibile, sì: si era fatto, però, un po' "la bocca", lassù in classifica? Sì, pure. Al resto ci ha pensato Inter-Como.

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