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Fiorentina v Juventus - Serie AGetty Images Sport

L'agente di Thiago Motta svela: "Alla Juventus non tutti gradivano la sua presenza"

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Thiago Motta non allena ormai da più di un anno, da quando cioè la Juventus lo ha esonerato ponendo fine a un teorico progetto a medio-lungo termine. E da allora non è più tornato in panchina, nonostante qualche proposta ricevuta.

Perché a Torino non è andata come l'allenatore italo-brasiliano avrebbe sperato? Lo ha spiegato l'agente di Motta, Dario Canovi, intervenuto a Radio Tutto Napoli: soprattutto per il legame dell'ambiente con Massimiliano Allegri e perché "non tutti gradivano la sua presenza".

Non solo: Canovi ha commentato anche le voci che recentemente lo hanno accostato al Napoli in vista della prossima stagione, nel caso il collega Antonio Conte non dovesse continuare sulla panchina azzurra. Voci che, secondo l'agente, sono prive di fondamento.

  • L'ACCOSTAMENTO AL NAPOLI

    "Per sapere se c'è il gradimento di Thiago bisognerebbe chiederlo a Thiago. Onestamente non ci ho parlato, anche perché poi l'agente è mio figlio. È chiaro che Napoli è una grande società, una grande squadra, però non c'è assolutamente nulla di concreto. Io e mio figlio non abbiamo sentito nessuno, ma sicuramente neanche Thiago, perché altrimenti ci avrebbe avvisato".

  • IL PRECEDENTE CONTATTO CON DE LAURENTIIS

    "Ci fu un contatto tra De Laurentiis e Thiago, però non c'era un'occasione e una situazione per fare un accordo. Niente di straordinario, erano uno dei tanti contatti che De Laurentiis ha avuto per trovare un nuovo allenatore".

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  • L'ESPERIENZA ALLA JUVENTUS

    "Probabilmente non tutti gradivano la sua presenza, soprattutto fuori dalla società. C'era grande amore per Allegri e l'arrivo di Thiago è stato interpretato come un tradimento. Non per colpa sua, ma chi ne ha pagato le conseguenze è stato lui. Se andiamo a vedere i risultati, in quel periodo avrebbe potuto battere anche grandi squadre. Credo che il problema sia stato l'ambiente, che non era pronto ad accoglierlo. Quando una società sposa un progetto dovrebbe portarlo fino in fondo, o quantomeno non arrendersi dopo pochi mesi, soprattutto quando la squadra era a buoni livelli".

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  • ANCORA SUL NAPOLI

    "Io adoro Napoli e il Napoli. È una squadra che ho sempre amato e in cui ho avuto diversi calciatori. Nella squadra dello Scudetto assistevo sei giocatori. Però credo che per un matrimonio serva fiducia assoluta: chi vuole davvero un allenatore deve dargli piena gestione tecnica. All'epoca Thiago era all'inizio del percorso a Bologna e forse non c'era ancora questa fiducia totale".

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  • "CERCA UN PROGETTO"

    "A Thiago sono arrivate tante proposte, però lui cerca un progetto. Faccio sempre l'esempio del calcio inglese: lì ci si diverte e si sposano progetti a lungo termine. L'Arsenal, prima di vincere, ha aspettato anni con lo stesso allenatore. Questo è quello che cerca Thiago: continuità, qualcosa da costruire e portare avanti. Non è un fatto economico. L'importante è avere un'idea di calcio innovativa e far vedere un bel gioco".