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Lens ComoGetty Images

Il tabù del Como di Fabregas contro l'Inter, un pareggio e solo sconfitte: è il momento giusto per spezzarlo?

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L'Inter è attualmente seconda dietro alla Lazio. E il Como è quarto con due punti di ritardo. Il che significa che, domenica a San Siro, l'ipotesi di un sorpasso è da tenere in considerazione.

Lo sognano i lariani, lo sogna Cesc Fabregas. Che, da quando ha centrato la missione di riportare il Como in Serie A, l'Inter non l'ha mai battuta. Certe volte le ha prese, altre ha perso in maniera inconcepibile. Come l'ultima, quel 3-4 casalingo dopo che la sua squadra era andata in doppio vantaggio.

Sarà la volta buona per invertire il trend? Occhio: il Como non è mai stato convinto dei propri mezzi come in questo particolare momento.

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  • CINQUE SCONFITTE E UN PAREGGIO

    Inter e Como si sono affrontate quattro volte nella passata stagione: due in campionato e altrettante in Coppa Italia. Due anche gli incroci dell'annata precedente, entrambi in Serie A.

    Totale: sei partite da quando i lariani sono tornati in Serie A. Con cinque vittorie dell'Inter e un pareggio. Il Como, insomma, nelle due stagioni ai massimi livelli con Fabregas in panchina non ha mai trovato il modo di tornare a casa con le tasche piene.

    Nel 2024/25, ancora inesperto, ha perso 2-0 all'andata e 2-0 al ritorno. Lo scorso anno è stato travolto all'andata (4-0), ma al ritorno ha sognato in grande prima di essere ribaltato sul 3-4.

    Ancor più incredibile è quanto accaduto nella doppia semifinale di Coppa Italia. L'unico pareggio il Como lo ha racimolato lì: 0-0 nell'andata giocata al Sinigaglia. Al ritorno è andato in doppio vantaggio, prima di farsi clamorosamente rimontare sul 3-2 nel finale, guardando i nerazzurri accedere alla finale.

  • L'INTER TRA IL DERBY E ROTTERDAM

    L'Inter ha dimostrato nel derby di essere vulnerabile. O meglio: lo aveva già fatto vedere in diverse altre partite della stagione. Solo che, in un modo o nell'altro, era sempre riuscita a venire a capo di situazioni complicatissime.

    Sabato scorso no, non ce l'ha fatta. Il "solito" approccio sbagliato ha consentito al Milan di andare addirittura sul doppio vantaggio. Bastoni ha apparecchiato l'ennesima rimonta, Maignan ha fatto il fenomeno su Spence, poi Moreira ha chiuso i conti su punizione. E giù di critiche verso Chivu e i giocatori.

    L'Inter è in difficoltà, dunque? In realtà no, perché se la capacità di una grande squadra è rialzarsi dalle difficoltà i nerazzurri hanno seguito alla lettera il copione: travolgente il 3-0 di Rotterdam contro il Feyenoord, quasi mai in grado di impensierire un avversario troppo più forte.

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  • MA IL COMO VIVE UN MAGIC MOMENT

    Certo, se l'Inter è stata travolgente il Como è stato assurdamente dominante. La squadra di Fabregas ha scritto una pagina di storia memorabile non solo per sé, ma anche per il calcio italiano in Champions League.

    Il 9-1 di Lens, mercoledì sera, ha rappresentato il manifesto perfetto del calcio dello spagnolo. Roba di livello altissimo, un dominio totale praticamente dall'inizio alla fine. Con i soliti Douvikas e Nico Paz in copertina e tutta una squadra a far da lussuosa coprotagonista.

    "È giusto goderci questo momento perché il gruppo se lo merita - ha detto Fabregas il giorno dopo alla Gazzetta dello Sport - ma il calcio viaggia a velocità altissima. Ai ragazzi ho già detto che dobbiamo archiviare Lens e pensare solo all’Inter. Ci aspetta una partita durissima in casa dei campioni d’Italia in carica, sarà una sfida molto dispendiosa dal punto di vista fisico e mentale, abbiamo poco tempo ma dobbiamo prepararla al meglio".

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  • IL MOMENTO È ARRIVATO?

    La certezza, come sempre, è che Inter-Como sarà tutta da giocare e tutta da vivere. E la sensazione è che sì, stavolta i lariani abbiano davvero raggiunto un livello di maturità che possa permettere di sognare in qualcosa di grande.

    Lo Scudetto è forse troppo, un nuovo piazzamento Champions è invece un obiettivo pienamente alla portata. Ricordate il discorso fatto in precedenza? Anche il Como pare aver raggiunto quella consapevolezza che gli ha permesso di ripartire alla grande dopo i tonfi di Frosinone e Rotterdam e il pari con la Roma, inanellando in seguito sei vittorie di fila.

    "L’obiettivo è andare a Milano per mostrare la nostra vera identità - ha spiegato ancora Fabregas alla Gazzetta - Sarà la nona partita di questo percorso tra una sosta e l’altra per le nazionali. Dobbiamo cercare di finire bene, imparando a voltare pagina".

    Ma l'obiettivo è anche un altro: provare a compiere quello step successivo che contro l'Inter, fino a oggi, è sempre mancato. Anche questa rappresenterà una bella attrazione in vista del big match di domenica.

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